Francesca Elda Marini

Tenere una palla in mano, sentirne il rimbalzo, decidere le geometrie di un’azione, difendere il proprio canestro allargando le braccia, disegnare una traiettoria che accarezzi la retina, lassù. Per Francesca è una questione di feeling, come cantava qualcuno, perché la pallacanestro è stato un mezzo per tirare fuori la sua determinazione, la voglia di dimostrare le sue abilità e far crescere i suoi sogni. Arriva così per Francesca Elda Marini, 22 anni, da 5 playmaker dell’Aps Oltre Roseto, la convocazione per i Giochi Mondiali Special Olympics di Berlino 2023 nella formazione azzurra del basket femminile 3 contro 3.

Ma conosciamola meglio, Francesca.

“Oggi lei è una studentessa universitaria – racconta mamma Daniela – e vuole laurearsi in Scienze Motorie a Chieti. Contemporaneamente svolge il servizio civile un una cooperativa che si occupa del trasporto di persone con disabilità. È anche assistente allenatore in una squadra di mini basket e ha tantissimi amici. Insomma, è una ragazza che si dà da fare”.

La vita non ha risparmiato ostacoli e difficoltà, ma in casa Marini non ci si arrende mai.

“È stato così fin dall’inizio, con Francesca – ricorda sua madre – nata prematura e gracile, dormiva e mangiava poco ed ha sempre avuto tempi dilatati per raggiungere ogni tappa del suo sviluppo. Alla scuola primaria non è stato facile adeguarsi alle richieste della didattica, fino a che proprio la didattica, grazie al sostegno, non ha riconosciuto i suoi bisogni. Il principale è il tempo. Dando quello, lei arriva dappertutto ed è così che si è diplomata in un istituto turistico. Ancora oggi, segue le lezioni online e studia con il supporto di un tutor. Alla fine ingranerà la marcia giusta anche all’università e arriverà dove vuole. Io e suo padre Paolo ne siamo sicuri”.

Orgogliosa e intraprendente, l’Atleta azzurra non è una ragazza che ama stare con le mani in mano.

“Faccio io, mi dice sempre – aggiunge mamma Daniela – e io la lascio fare, perché il suo carattere forte e allo stesso tempo dolce alla fine ti conquista. Lo sport credo che l’abbia aiutata molto a diventare sicura di sé e a prendersi le sue responsabilità. Ha sempre vissuto i momenti di gioco con grande determinazione ed ha amato altre discipline sportive come il pattinaggio, lo skateboard, il calcio. Con il basket inclusivo di Special Olympics e l’associazione Oltre, però, ha trovato la dimensione più adatta a lei, dove imparare e mettersi al servizio della squadra, aiutando tutti a crescere insieme.

L’altruismo e il rispetto di tutti sono un punto fermo nella testa di Francesca.

“È vero, perché lei è sempre pronta a difendere chi non è trattato come merita. È capitato che si schierasse con forza dalla parte di chi veniva preso in giro per le sue difficoltà. È anche per questo che i ragazzi che accompagna nel pulmino della cooperativa in cui svolge il servizio civile la amano tanto. Lei sta dalla loro parte”.

Berlino 2023 è quel sogno che di colpo si trasforma in una bella realtà.

“Ma ti rendi conto? Ci ripeteva sempre questa domanda, il giorno che le è arrivata la convocazione – spiega ancora – è stata una festa per lei e tutto il suo team, col presidente Paolo Di Bonaventura e la sua allenatrice, che si chiama proprio come lei: Francesca Marini, la loro amicizia era già scritta nel nome. Adesso l’aspettano i raduni di preparazione, per i quali si sta allenando con grande impegno, supportata anche dal mio compagno Eugenio. Anche lui, come suo padre, grande tifoso di Francesca. Siamo tutti sicuri che l’esperienza mondiale la renderà ancor più decisa e ambiziosa per raggiungere altri traguardi sportivi, di studio e lavorativi. E noi siamo fieri di lei”.

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