Giovanni Rufo

Difende la sua porta dai tiri più insidiosi, dai cattivi rimbalzi, dalle deviazioni beffarde. Giovanni tende le mani verso il pallone, poi se lo stringe al petto con energia e con affetto. Interpreta il suo ruolo con una dedizione e un rispetto che fanno venir voglia di scendere in campo e giocare insieme a lui. Sarà per tutti questi piccoli particolari, che dopo anni di balzi da un palo all’altro, di tuffi felini e mezzi miracoli, una delle maglie azzurre della squadra di Calcio a 5 unificato dei prossimi Giochi Mondiali Special Olympics sarà sua. Giovanni Rufo, detto Giò, ha 35 anni, un fisico asciutto, un carattere buono, amico con tutti. E il contachilometri della macchina di famiglia scorre soprattutto per i suoi allenamenti. Da Capocroce, frazione di Sonnino, provincia bassa di Latina, all’impianto sportivo di Roma dove si allena il suo Team, il F.I.L.O. Onlus, vicino Rebibbia, 230 chilometri tra andata e ritorno. Sacrifici ripagati con gli interessi dall’orgoglio e dai complimenti che si guadagna dopo ogni triplice fischio il nostro estremo difensore.

“La sua passione per lo sport è incontenibile – raccontano papà Mario e mamma Antonella – Giovanni pratica anche atletica leggera, canottaggio e per anni ha giocato a basket. La sua passione vera però è il calcio a 5. Qui esprime il suo talento, tanto che qualcuno lo chiama il “Giaguaro di Capocroce”. Vederlo giocare è una gioia per noi. Attento, reattivo, sembra di gomma, perché si tuffa, cade e rimbalza in piedi, pronto a un nuovo intervento. Tutto questo per anni, sempre con lo stesso entusiasmo, con la stessa grinta”.

Non solo sport.

“Da anni nostro figlio frequenta un’associazione culturale chiamata La Rete, poco distante da dove abitiamo. Qui svolge attività didattiche, manuali e sportive, grazie a meravigliosi volontari molto preparati e che si prendono cura di tutti un con grande umanità. Oltre allo sport, Giovanni ama la musica, e anche se non è molto intonato, non esita a salire su qualsiasi palco dei centri vacanze che frequentiamo. Ha una memoria eccezionale, specie per il calcio: conosce tutte le squadre, i calciatori, la loro carriera e i trofei vinti”.

La storia del nostro portiere comincia nel gennaio del 1987.

“Il suo è stato un parto problematico. Pesava poco più di due chili e ha manifestato subito convulsioni violente. È stato trasferito di notte in un ospedale fuori provincia, dove ha trovato un pediatra ed una infermiera che hanno intuito subito il problema: incubatrice e flebo immediata. La cosa dura un mese. Un mese che ci mette alla prova. Dopo un periodo di assidue cure, il primario del reparto ci dice che è fuori pericolo e può essere dimesso. Tiriamo un sospiro di sollievo e le cose sembrano mettersi per il verso giusto, Giovanni cresce bene, recupera il giusto peso. All’improvviso, però, a 11 mesi, tornano le convulsioni ed ecco un nuovo periodo di cure in cui per il nostro piccolo comincia una vita fuori da tutto, chiuso al mondo esterno. A due anni e mezzo, non vedendo giovamenti, cerchiamo altre risposte e riusciamo a far ricoverare Giovanni al Bambin Gesù, dove viene sottoposto altri accertamenti. Si scopre così il vero problema: una ciste all’emisfero destro che comprimeva il cervello. La ciste non sembrava agevolmente operabile, ma non ci arrendiamo. Consultiamo uno dei migliori neurochirurghi e lui ci dice che si può operare, ma occorre mettersi in lista di attesa. Decidiamo di rivolgerci ad una struttura privata. L’intervento va bene, ma restituisce un altro Giovanni con tante paure, più schivo, che non vuole vedere nessuno. L’unica nota positiva, è stata la ripresa della crescita”.

Arriviamo all’età della scuola.

“L’inserimento non è stato facile. Ci sono stati piccoli progressi con l’aiuto di psicologi che hanno consigliato di praticare tanto sport: inizialmente basket, poi atletica leggera. La svolta arriva con la scoperta del calcio, che diventa subito la sua ragione di vita. All’inizio solo allenamenti, fino ad essere tesserato con la squadra di Juniores di Sonnino”.

In campo Giovanni cresce e si impegna, anche se sono solo panchine…

“Ma il suo momento arriva – ricordano mamma e papà – è l’ultima partita da giocare ed è  schierato titolare. Piove, il campo è semi allagato, ma lui sembra non accorgersene. C’è un fallo in area: è rigore contro. Chiudiamo gli occhi e li riapriamo col boato che accoglie la sua parata, le grida di gioia dei suoi compagni che lo abbracciano sono state il premio che Giovanni desiderava di più”.

E arriviamo ai giorni nostri. Nel frattempo Giovanni ha fatto molti progressi liberandosi di alcuni condizionamenti che ne limitavano le potenzialità.

“Giò con il suo carattere solare, rispettando tutti, è diventato un collante per la sua squadra, sotto gli occhi attenti del suo tecnico, Nando Taschini. In questi ultimi anni è sempre presente, attento, sereno e questa convocazione per i mondiali che lo ha reso felicissimo, crediamo sia per lui il coronamento di un sogno. Grazie Special Olympics, grazie da tutti noi”.

Basta una semplice donazione per aiutare i nostri atleti.

Leggi altre storie dei nostri atleti di Berlino

Francesca Elda Marini

Tenere una palla in mano, sentirne il rimbalzo, decidere le geometrie di un’azione, difendere il proprio canestro allargando le braccia, disegnare una traiettoria che accarezzi la retina, lassù. Per...

Irene Orazi

Irene ha trentatré anni, è di Spoleto. Quando è caduto il muro di Berlino era al sicuro, nel pancione di mamma Franca. Ha deciso di affrettarsi, per vedere il mondo che stava cambiando, curando la...

Alessandro Pintus

Alessandro ha 16 anni, è appassionato nella vita come nei suoi interessi che spaziano dall’Architettura alla musica di Fedez e  ai viaggi.Nuotatore , sciatore di fondo e apneista ma non disdegna la...

Bambi Becattini

Dalla ginnastica ritmica alla corsa, Bambi Becattini è una vera "Star". La giovanissima studentessa del Piaggia, frequenta la 1^ A del Liceo scientifico sportivo, si è classificata alle gare...

Daniele Bianco

Daniele, Dede per chi gli vuol bene, è un grande uomo di 28 anni, racconta la mamma,  è dolce e allegro, talvolta scontroso, si arrabbia quando fatica a capire o ad essere compreso, ma è anche...

Luna Mastroberardino

Luna è una ragazza solare di 26 anni, che ama ballare, fare sport ma, soprattutto, avere tanti amici. Cosa c’è di strano? Apparentemente nulla, se non fosse che Luna finalmente è così solo da...

Alessandro Cumerlato

Alessandro ha 28 anni. È nato il 14 Febbraio 1994 a Padova, ma è sempre vissuto a Thiene in provincia di Vicenza con la sua famiglia composta da mamma Francesca, papà Giuseppe e le due sorelle...

Antonello Carnassale

Antonello Carnassale ha una storia che pare una sceneggiatura e la sua parabola di riscatto punta dritta ai Giochi Mondiali Special Olympics di Berlino del giugno 2023. Un colosso di un metro e...

Alessandro Gabrielli

Corre, sbuffa, dribbla, fa una rabona. Tra tocchi leziosi e gol strepitosi, con il suo estro e la sua fantasia, Alessandro Gabrielli si prepara a vivere una delle esperienze più esaltanti della sua...

Giulia Di Stefano

Toglietele tutto, ma non la pallavolo. Giulia Di Stefano, ventiduenne torinese del Team Fuorionda, sotto rete si sente libera e la sua grande passione la porterà dritta dritta ai Giochi Mondiali di...