Christian Dervishi

Segni particolari: bello, simpatico, e con la risata contagiosa.

Christian è un ragazzo di 26 anni e vive a L’Aquila.

È stato la seconda nascita per l’intera città, subito dopo la festa di capodanno del 1998. Sarà per questo che gli piace tanto ballare, lo ha fatto anche quella notte dentro al pancione di sua mamma.

 

Il viaggio di Christian

La sindrome di Down è stata una sorpresa per tutti. Ci ha trovato impreparati – racconta la mamma – Era una notizia più grande di noi. Eravamo una coppia giovane albanese che si trovava da pochi anni in Italia. In Albania la condizione di Christian era poco conosciuta, ma soprattutto rifiutata e isolata. Ricordo che quando il medico ci ha spiegato tutto quello che poteva comportare la sindrome, eravamo quasi assenti, imbambolati, i pensieri volavano lontano immaginando il futuro di Christian.

Fatto sta che una volta preso in braccio Chri, tutto quell’incubo è d’incanto sparito. Era una creatura piccola, fragile che ti parlava con gli occhi. L’abbiamo amato da subito, senza se e senza ma. Da quel giorno è iniziata la nostra nuova vita accompagnata da una serie di complicazioni.

Il primo intervento ha dato l’inizio a quel viaggio L’Aquila-Roma che è durato ben 14 anni.

È stato quel ricovero al “Bambino Gesù” che ci ha dato una lezione di vita fondamentale dandoci l’opportunità di condividere il tempo con tanti bambini e tante famiglie che combattevano le loro battaglie da prima di noi. Christian quel bambino di soli 2,2 kg lottava con tutte le sue forze per la vita e noi insieme a lui. Dopo quell’intervento c’è da dire che è venuto su un bambolotto con i capelli sempre in su.
Da lì è iniziata la storia di Christian, amato da tutti.

 

I progressi che non ti aspetti

Giorno dopo giorno grazie alle varie terapie di logopedia e psicomotricità inaspettatamente Christian faceva enormi progressi. Non è stato sempre facile, per lui e per noi, visto che non ha potuto masticare per 12 anni. Nonostante questo, non abbiamo rinunciato a fare tutto quello che si poteva fare. Il thermos era il nostro compagno di viaggio.

Fin dalla prima infanzia già si vedeva la sua passione per la musica. Aveva come giocattoli tutti gli strumenti musicali e quando eravamo a tavola poi ogni posata si trasformava in un microfono.

Dopo aver visto il suo primo film Disney “Alla ricerca di Nemo”, la sua videoteca si è ingrandita sempre di più. La sua passione per il cinema lo accompagna tutt’oggi. Christian ha  un appuntamento fisso con il grande schermo.

 

Socievole, pieno di amici e “Diverso”

La scuola materna penso che gli abbia dato le fondamenta per la sua integrazione. A scuola sono nate le prime amicizie, quelle vere e senza pregiudizi.  Christian era sempre presente in ogni festa in ogni compleanno. Da sempre questo suo essere socievole, lo ha portato ad essere un grande compagnone, benvoluto da tutti. La timidezza non gli appartiene come caratteristica. Lo chiamano tutti “Showman”, visto che vuole stare sempre al centro dell’attenzione. Dopo la scuola dell’obbligo ha seguito  un corso di Pianoforte che gli ha permesso di iscriversi a Liceo Musicale dove ha imparato a suonare due strumenti;  pianoforte e batteria.
Ciononostante per Christian l’adolescenza non è stata proprio un bel periodo . Più passava il tempo e più  diventava consapevole della sua condizione e non si accettava. La sua disperazione la provavamo tutti, sentendo i suoi pianti e la sua voce che ripeteva “Io non sono Down”. Christian voleva essere come gli altri ragazzi. Voleva essere autonomo, andare da solo a scuola con il pullman. E ci è riuscito, anche se è stato portato qualche volta a casa dai carabinieri.

 

Lo sport che cambia le prospettive

Come per magia all’Aquila proprio in quello stesso periodo arriva Special Olympics. È stata una salvezza perché Christian ha finalmente visto con i suoi occhi che tanti ragazzi come lui non andavano solo nei centri a fare le terapie ma avevano capacità: sapevano giocare. Ha iniziato con l’Atletica e poi con il Basket ed infine con lo Sci.

Lo sport nella vita di Christian in realtà è arrivato molto presto, all’età di quattro anni. Il nuoto è stata la sua prima passione. Dopo poche lezioni sapeva già nuotare ed oggi diciamo che è un “maestro” delle apnee.  Ha sempre seguito appassionatamente il basket alla televisione, ammirava  Michael Jordan. Doveva imitarlo a tutti i costi. Ha iniziato così, con una società aquilana che l’ha accolto, il percorso con la pallacanestro.

Purtroppo a causa del devastante terremoto del 2009 all’Aquila, Christian ha dovuto interrompere tutto. Tornati a casa dopo un anno e mezzo, dopo la ricostruzione, ha ripreso ad allenarsi con un altro Team aquilana dove ha appreso la disciplina e la tecnica e dove ha capito che il basket non è solo tirare a canestro. Il Team era di Special Olympics Italia.

 

Lo sport in discesa con lo sci

Lo sci; lo sport che non avremmo creduto mai possibile per Christian! Questa convinzione era fortemente alimentata dalla nostra incapacità di stare sugli sci. Un pregiudizio bello e buono. Proprio così.

Ricordo che quando ci fu la prima trasferta a Bormio con Special Olympics, la paura di farlo andare lontano e per di più sugli sci è stata più forte di noi e così Christian non ha partecipato. Tutto è cambiato dopo aver vissuto indirettamente l’esperienza che hanno vissuto gli altri Atleti, suoi compagni di squadra. Eravamo increduli quando abbiamo visto i video con tutti quei traguardi e le medaglie!

Ci siamo allora chiesti: Come abbiamo potuto dubitare delle sue capacità? E ci siamo convinti che da allora in poi lo avremmo lasciato andare con piena fiducia. Christian era entusiasta, ha incoraggiato anche noi a provarci. Oggi dobbiamo ringraziare lui se sappiamo andare sugli sci di fondo.

Dalla sua prima trasferta non si è fermato più. Ha iniziato con i 100 metri per arrivare a 1 km di sci di fondo.

Sono iniziate le prime gare, le trasferte, le amicizie. Non lo sentivamo più dire “Io non sono Down”. Forse era troppo impegnato per pensarci, o forse la sua condizione non aveva più quel peso specifico.  Quando ha iniziato a fare le prime trasferte senza di noi, ha vissuto un grande traguardo. Si sentiva grande ed autonomo. È sempre più sicuro di sé e si impegna tantissimo.

 

Special Olympics è …

Che dire di Special Olympics?  È il paradiso per i nostri figli. È l’opportunità che nessun altro poteva dare. È il più grande bagaglio di esperienze che Christian ha mai avuto. Ogni gara, ogni trasferta, ogni gioco nazionale è un ricordo indimenticabile.

Gli ha insegnato che alla fine non è così male avere la sindrome di Down.

La costanza e l’impegno che Christian mette allo sport, lo mette anche nella vita. Cerca sempre di essere di aiuto e impegnato. Aiuto per chi è più debole di lui. Christian fa volontariato con la Protezione Civile. Lavora anche come cameriere in un bar ristorante del centro storico. Fa l’aiuto istruttore in un Campo Estivo. Nel 2019 si è diplomato e adesso frequenta il conservatorio suonando la batteria.

Apprendere la notizia della sua convocazione ai Mondiali è stato emozionante per lui ed è un grande traguardo per tutti noi. L’impegno e la determinazione di Christian non potevano essere premiati meglio di così. Grazie Special Olympics per questa opportunità!

 

La riflessione

Tutta la vita di Christian, finora, non ha affatto rispecchiato quello che ci aveva prospettato il pediatra alla sua nascita. Voglio solo dire alle famiglie che sono alle prime prese con i ragazzi come Christian, che la strada non è facile ma neanche impossibile. Loro sono come quell’albero che ha bisogno di più cure ma alla fine i frutti che dà sono più dolci.

Ringraziamo di cuore Special Olympics per tutto quello che fa, per la grande autostima che sa dare ai nostri ragazzi portandoli a superare se stessi.

 

 

 

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