Andrea Ferraro

Da piccolo Andrea pronunciava pochissime parole – ricorda la mamma Michela – si isolava e faceva giochi stereotipati. Se da un punto di vista motorio il suo sviluppo procedeva, il suo linguaggio verbale era più lento rispetto a quello dei suoi coetanei. Dopo un iter lungo e tortuoso, Andrea aveva due anni, arriva la diagnosi: autismo ad alto funzionamento. Finalmente avevo capito cosa aveva Andrea e soprattutto come avrei potuto aiutarlo.

Crescere attraverso lo sport

Andrea, che a livello cognitivo è in grado di apprendere gran parte degli insegnamenti, ha frequentato scienze applicate all’Istituto Quintino Sella di Biella. In classe ha ottenuto buoni risultati, soprattutto nelle materie quantitative e nelle lingue straniere. “Fortunatamente, grazie alla diagnosi precoce, siamo intervenuti con il supporto di neuropsichiatri infantili, psicomotricisti, logopedisti ed altre figure professionali specializzate. Anche la scuola ha fatto la sua parte dedicando ad Andrea un insegnante di sostegno.

Special Olympics

Pratica sci, nuoto e atletica ed ha lo sport nel sangue. Lo sport  è stato uno strumento fondamentale per Andrea che ha migliorato molto le sue capacità di relazionarsi e di agire in autonomia. Fa attività sportive regolarmente. La nuova vita di Andrea è ripartita proprio dallo sport e da Special Olympics. Ha iniziato, con entusiasmo, quando aveva 4 anni con le prime lezioni di nuoto e sci alpino. Oggi è diventato un atleta. I suoi progressi sono stati rapidi e molto concreti: nel linguaggio e nell’alimentazione, che prima era molto ripetitiva.

Ricordo la prima volta che partecipò ai Giochi Nazionali Invernali a La Thuile, aveva 14 anni e andò via di casa senza di noi per una settimana e quando fece ritorno aveva imparato ad asciugarsi i capelli da solo: la grande paura che aveva del rumore del phon era l’ultima stereotipia  rimasta”.

Sport che fa cultura

Subito dopo l’ultima gara di nuoto, in occasione dei Giochi Nazionali a Biella, Andrea  raccontava: “Sentire l’affetto e la fiducia delle persone che ti sono vicine è qualcosa di indescrivibile. Quando gareggiavo sentivo i miei compagni di classe sugli spalti fare il tifo per me. Jacopo è stato il primo ad abbracciarmi, si è congratulato con me e ora è molto carino e disponibile. Il mio cuore batteva forte, è stato bellissimo”.

Il ricordo

Ricordo con grande stupore – racconta ancora la mamma – di quando in occasione della Cerimonia di Apertura Jacopo, che in passato non aveva sempre avuto nei confronti di Andrea atteggiamenti positivi – mi chiese quando mio figlio avrebbe gareggiato. Avrebbe voluto vederlo anche lui.

Quando stava per iniziare la finale dei 100 metri dorso Jacopo era lì, con noi. Ricordo ogni momento di quella gara. Andrea è partito piano ma a metà vasca, quando era in quinta posizione, ha messo il turbo guadagnando posizioni su posizioni e mancando di pochissimo la medaglia d’oro. Jacopo era seduto in tribuna davanti a me, ha fatto un tifo scatenato per tutta la gara e l’ho sentito dire più volte a tutti: “Andrea è veramente un grande”.

Una vittoria che va oltre

Andrea – conclude la mamma – ha un’energia immensa che dimostra in ogni cosa che fa. Lasciandolo vivere nel mondo, fuori dal guscio familiare, è stato inevitabile esporlo anche a chi, almeno all’inizio, non riusciva a vedere nient’altro che la sua disabilità. Evidentemente aveva bisogno di più tempo per capire ed aveva bisogno di Special Olympics. 

Oggi

Andrea ha conseguito il diploma al liceo scientifico scienze applicate di Biella nel luglio 2019 con la votazione di 80/100 dopo di che il suo percorso di studi non si è fermato.  Ha sostenuto con successo il test di ammissione alla facoltà di scienze motorie di Torino, si è iscritto al primo anno di laurea triennale nella sede di Asti, dove si è trasferito fino al lockdown di marzo 2020.

Ad oggi ha sostenuto 11 esami con la media di 27,8/30. Anche durante questo periodo storico così difficile non ha fatto fatica a seguire le lezioni da remoto e a sostenere gli esami con questa nuova modalità.

Attende con gioia il momento di poter tornare a gareggiare con Special Olympics che è diventato il tema scelto per due suoi elaborati presentati agli esami rispettivamente di psicologia e di pedagogia.

Nel primo ha trattato il tema di come le teorie di psicologia sociale e dello sviluppo studiati durante il corso di esame fossero applicabili alla storia e agli scopi del movimento Special Olympics. Ha conseguito la votazione di 26/30

Nel secondo ha trattato il tema della scena educativa sempre applicato alla storia e agli scopi del Movimento Special Olympics. Ha conseguito la votazione di 30L/30.

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