Francesco Cappiello e Alessandro Di Croce

Francesco e Alessandro sono compagni di scuola, due ragazzi di Melfi, ambasciatori dello sport unificato nel mondo. Il floorball, cugino stretto dell’hockey che si gioca con una pallina, è una delle discipline che ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics di Torino 2025 dall’8 al 15 marzo ha permesso ad Atleti con e senza disabilità intellettive di competere insieme, creando opportunità di confronto e arricchimento reciproco perché gli sport di squadra rappresentano un mezzo straordinario per promuovere l’inclusione, il rispetto e la valorizzazione delle differenze.

Le parole dei due azzurri

“Gioco a floorball da 5 anni – racconta Alessandro Di Croce, 18 anni, atleta partner, alunno e capitano della squadra dell’istituto Gasparrini-Righetti di Melfi scelta per rappresentare l’Italia ai Giochi di Torino -.  L’ho scoperto a scuola e mi è subito piaciuto. Praticando questo sport ho imparato che oltre la competizione, si superano i propri limiti. Ho capito l’importanza del lavoro di squadra, il supporto e la complicità con gli altri atleti e soprattutto l’importanza di queste attività per  l’inclusione. Allenarsi insieme significa crescere e provare forti emozioni”.

“Tutti mi chiamano bomber per la mia tenacia e il coraggio nel cercare la rete – aggiunge Francesco Cappiello, 16 anni, atleta del team scolastico di Melfi e della nazionale azzurra -. Ho conosciuto questo sport a scuola e mi è subito piaciuto perché è un’attività diversa; ho fatto nuove amicizie e ho imparato tante cose, allenandomi con la mia squadra. Ho capito anche l’importanza di partecipare agli eventi Special Olympics perché posso svagarmi e divertirmi insieme agli altri, conoscendo tante persone nuove”.

Tutto parte dai banchi di scuola

Un insegnante che accoglie la proposta del movimento Special Olympics, tanti studenti vogliosi di intraprendere un’avventura sportiva che è un mix di emozioni e di gioia. E così da un paio d’anni a questa parte la passione contagiosa per lo sport unificato ha travolto decine di alunni e tanti insegnanti pronti a sostenere il sogno di un gruppo di adolescenti della Basilicata.

“Non avremmo mai creduto – confermano i due ragazzi di Melfi – di poter un giorno vestire la maglia azzurra in un evento mondiale. Siamo stati veramente fieri di questa opportunità e ringraziamo Special Olympics per avercela data. Per molti di noi si è trattato della prima trasferta vera e propria, per più di 10 giorni siamo stati lontani da casa, dai nostri familiari, e abbiamo fatto del nostro meglio per rappresentare l’Italia. Non sapevamo chi sarebbe stato il nostro compagno di stanza, ma non ci interessava più di tanto perché siamo tutti buoni amici, anche al di fuori dello sport. La nostra squadra è composta da studenti e anche alcuni Atleti del Club Athena Melfi. Abbiamo saltato tanti giorni di lezione, ma sicuramente siamo tornati arricchiti, perché si può imparare anche da esperienze come quella di un Mondiale, soprattutto a livello umano. Le nostre famiglie erano emozionate quanto noi, ci hanno seguito con orgoglio e abbiamo sentito il loro tifo, anche se a distanza. Molti ci hanno chiesto se avessimo paura, ma noi siamo andati a Torino con tante speranze perché da mesi ci allenavamo con impegno e ci sentivamo pronti a giocarcela con tutti. Sicuramente ci siamo divertiti, al di là del risultato, perché abbiamo dato il massimo e ci siamo sentiti parte di una squadra”.

Un grande spot all’inclusione

“L’esperienza di Francesco, Alessandro e di tutta la squadra è molto popolare nella nostra regione – spiega il professor Vincenzo Sonnessa, manager del team Italia di floorball – se ne parla da tempo, perché le loro storie sono un modello virtuoso e un grande esempio di come la scuola possa diventare il posto ideale per mettere in luce le potenzialità e il talento di tutti. Si è parlato di loro in occasione della Community Run e della Convention Regionale di Special Olympics. Francesco si è avvicinato a questa disciplina grazie a suo fratello Daniele, che è il portiere del nostro team. Alessandro, dopo aver giocato a lungo il para-hockey fino al titolo di Campione d’Italia e dopo aver maturato delle esperienze come volontario nei Play the Games di Atletica a Matera, era prontissimo per vivere il ruolo di Atleta Partner nel floorball. Grazie a questo gruppo fantastico, guidato dalla professoressa Adriana Loconsolo, ci siamo confrontati con i team unificati di Germania, Austria, Giappone, Arabia Saudita, Malesia, Stati Uniti d’America, Korea e Finlandia”.

Basta una semplice donazione per aiutare i nostri atleti.