Caterina Plet

Caterina ha 39 anni. È nata ad Aiello del Friuli il 18 febbraio del 1982.

Ha un carattere molto allegro e gioviale – raccontano i genitori – ama molto stare in mezzo alla gente. Le piace ascoltare e imparare sempre cose nuove, ama le sfide e non si tira mai indietro di fronte alle difficoltà.

Oltre allo sci e al nuoto, le sue passioni sono la musica e, in particolare, la lettura coltivata anche grazie ad una borsa lavoro presso la biblioteca comunale.

È molto rispettosa delle regole e degli orari. Nelle sue cose è estremamente ordinata.

L’arrivo di Caterina

La nascita di un figlio è uno dei momenti piu belli e importanti per una coppia che decide di formare una famiglia e l’attesa che precede l’evento viene vissuta con gioia ma anche con molta apprensione. Si fanno mille progetti pensando a come sarà il futuro del bambino.
Quando Caterina è nata il pediatra ci comunicò che nostra figlia stava bene ed era tutto a posto.
Nei primi mesi la guardavamo crescere e fantasticavamo diversi progetti per il suo futuro e non abbiamo minimamente pensato che potesse esserci qualcosa che, da un momento di gioia immensa, ci avrebbe scaraventati a terra, in uno stato di angoscia mista a disperazione e rabbia. Le vengono diagnosticati un soffio al cuore e una disabilità intellettiva.  È in questo preciso istante,  proprio a questo punto,  che da genitore ti trovi ad un bivio: o ti chiudi nel tuo guscio oppure decidi di lottare con tutte le tue forze per poterle assicurare una vita migliore.
Fin dai primi mesi abbiamo scelto la seconda via: abbiamo iniziato a guardarci attorno per trovare qualcosa che ci potesse aiutare a far crescere Caterina. Noi viviamo in un piccolo paese e non ci sono molte opportunità e la cosa che ci è sembrata più adatta è stato l’inserimento di Caterina presso l’istituto la Nostra Famiglia di Udine, un centro di riabilitazione dove, trovando un ambiente sereno e delle bravissime persone, Caterina ha potuto lavorare sulle sue capacità.

La scuola e il lavoro

Dopo qualche anno ha iniziato a frequentare la scuola primaria pubblica dove trovando dei validi insegnanti e una classe di compagni che l’hanno accettata come una di loro le ha permesso di raggiungere una autonomia e autostima che le ha fatto imparare anche a prendere l’autobus per recarsi a scuola da sola. Con molto impegno è riuscita a frequentare un istituto superiore e a conseguire un attestato di frequenza. Per quanto riguarda la vita lavorativa Caterina da due anni ha concluso una borsa lavoro presso il comune e da allora aiuta la mamma nelle faccende domestiche, per lei è molto frustrante non potere più uscire per dedicarsi al lavoro che da oltre 15 anni svolgeva con tanta passione, lo faceva in autonomia usando la bicicletta.

Lo sport

Durante le vacanze, sia estive che invernali, Caterina con le sorelle e il fratello ha sempre partecipato ai vari corsi di nuoto e di sci. Si è talmente appassionata che è stata sempre la prima a partire e l’ultima a terminare.
Da li ha iniziato ad allenarsi e a migliorarsi fino a prendere parte a manifestazioni regionali (con persone senza disabilità) nazionali e internazionali ed è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo dove solo lei sa fare certe cose. È la verità perché noi genitori non siamo capaci di sciare e quando magari, nella concitazione, azzardiamo a darle qualche consiglio lei, che ne è ben cosciente, risponde “so io come fare, voi non siete capaci di sciare”. Il coinvolgimento di tutta la famiglia, della società FaiSport con cui è tesserata e degli allenatori l’hanno portata a sentirsi una vera Atleta. In effetti la volontà, la determinazione e la costanza non le sono mai mancate e sono tutte caratteristiche di una buona Atleta.

Nel 2018, qualcosa cambia ancora in meglio. A Bardonecchia è entrata a far parte della grande famiglia di Special Olympics e nei suoi ricordi sente ancora gli applausi dei moltissimi volontari presenti insieme ai bambini delle scuole che erano lì per chiederle l’ autografo. Si proprio a lei come agli altri Atleti in gara!
L’attesa e poi la partecipazione alle gare di Special Olympics ormai sono diventate una prerogativa a cui Caterina non vuole assolutamente rinunciare anche perché ha l’opportunità di conoscere tanti ragazzi con problematiche simli alla sua, di divertirsi e stare assieme anche nei momenti del dopo gara.

Nelle competizione Special Olympics gli Atleti competono con altri Atleti di pari o simili capacità, tutti hanno l’opportunità di vincere e, quando siamo lì, per noi genitori è come se fossero tutti figli nostri. Guardare gli occhi di questi Atleti gioire dopo essere scesi dal podio ci riempie il cuore.

Kazan

Parlando del rinvio dei Giochi Nazionali che si dovevano svolgere a Sappada nel 2020 le abbiamo comunicato che è stata scelta per rappresentare l’Italia ai Giochi Mondiali Invernali nel 2022, a Kazan. All’ inizio non ci credeva, poi, dopo un po’,  ha iniziato a tremare, a piangere, a ballare, a saltare e a battere le mani. Era pazza di gioia e lo ha voluto comunicare a tutte le persone della famiglia, zii compresi. Purtroppo amici al di fuori di questa cerchia ancora non ne ha, a parte i suoi compagni di squadra.
Questa convocazione l’ha colta di sorpresa e le ha fatto scattare una molla. Ora, visto che non può ancora sciare,  Caterina ha intensificato gli allenamenti a casa con gli attrezzi da palestra. Si allena mattina e pomeriggio perché vuole essere pronta per il grande evento e ripete di continuo il Giuramento dell’Atleta Special Olympics “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. Caterina, Atleta azzurra che ai Mondiali di Kazan garreggerà nello sci alpino e di sicuro tenterà con tutte le sue forze e, a prescindere dal colore della medaglia che porterà al collo, avrà vinto comunque. Noi come famiglia la seguiremo e siamo orgogliosi e felici per questa opportunità offerta a Caterina. Speriamo con tutte il cuore che un’esperienza del genere sia man mano possibile per tanti altri Atleti come lei: i nostri figli.

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