Greta Arrighetti

Ciao! Mi chiamo Arrighetti Greta e sono nata a Pietra Ligure il 7 aprile del 2001 alle  ore 00,25. Pesavo 3,250 Kg ed ero lunga 52 cm.
La mia famiglia è composta da mamma Tatiana, papà Gian Carlo, i miei due  fratelli   Stefano ed Enrico e il mio cane Artù che mi hanno regalato per i miei diciott’anni. La mamma mi ha raccontato che non ero una gran mangiona e che mi ha allattato per circa sette mesi.

Il giorno della dimissione dall’ ospedale, mi hanno sottoposta ad alcuni esami genetici perché la mia circonferenza cranica era un pochino sotto la norma.
I risultati arrivarono qualche settimana dopo con la conferma che non c’era nulla di anomalo. Durante la mia crescita,  però, mamma si accorse che avevo problemi di deglutizione e un grave ritardo nel pronunciare le prime parole. Fu così che iniziò un lungo periodo di visite, ricerche e lezioni logopediche, psicomotorie e quant’altro.

Ho un ritardo cognitivo non diagnosticabile con gli esami genetici ad oggi disponibili dalla medicina. Alla mia mamma hanno detto che sono come una perla  di una collana, ma un po’ più piccola!

La scuola e il lavoro

Con l’inizio della scuola materna, le mie difficoltà sono aumentate soprattutto dal punto di vista relazionale. Non riuscivo a comunicare con gli altri bambini e così mi sono creata un mondo tutto mio. Iniziata la prima elementare mi fu assegnata una maestra di sostegno e fino alla maturità ho seguito un percorso differenziato rispetto ai miei compagni. Ricordo ancora con emozione il giorno in cui ho esposto la mia tesina  per la maturità nell’istituto alberghiero di Alassio. Quanta fatica, ma poi che soddisfazione!

Finita la scuola ho frequentato per due anni l’Istituto Elfo di Albenga. Durante questi anni ho avuto modo di sperimentare alcune realtà lavorative come quella di  segretaria presso la scuola Don Bosco di Alassio e successivamente come impiegata presso l’archivio Diocesano di Albenga dove ancora oggi lavoro. Sono felicissima di questo traguardo perché è il lavoro giusto per me. Mi occupo di archiviazione documenti e  accoglienza,  con la supervisione della responsabile, la signora Alma. Lei è una persona gentile, paziente e ha capito perfettamente le mie difficoltà e il modo giusto per affrontarle. Senza il suo aiuto non ce l’avrei mai fatta. Spero di poter svolgere questo lavoro ancora per molti anni.

Lo sport

Ho iniziato a giocare a pallavolo durante la scuola media. Facevo parte della squadra di volley di Alassio. Mi piaceva un sacco,  ma le ragazze non mi hanno mai accettata e considerata come una di loro. Un giorno, la mamma mi ha trovato sola negli spogliatoi, mentre le mie compagne si cambiavano da un’altra parte. Da quel giorno mamma mi ha proibito di tornare in quella squadra ed io ho un po’ sofferto. La devo però ringraziare, perché non si è mai data pace, fino a quando  ha scoperto VICEVERSA, Team Special Olympics.

Mi sono iscritta, ho incominciato questa nuova avventura con entusiasmo. Ho conosciuto gli allenatori, i volontari e altri  ragazzi, che come me hanno tantissima voglia di imparare. Sono persone meravigliose. Mi hanno subito accolta e fatta sentire una di loro.

Viceversa è un modo straordinario di vivere lo sport in assoluta serenità e armonia. Mi ha permesso di vivere emozioni uniche e irripetibili come i Giochi Nazionali Special Olympics, a Torino lo scorso anno. Per me, è stata la mia prima esperienza, e dopo un anno di pandemia, non nascondo che mi ha fatto un gran bene. Finalmente ho vissuto una realtà completamente nuova, praticando il mio sport preferito. Amo la pallavolo e amo tutto ciò che la rappresenta.

Quando ho saputo della convocazione ai mondiali di Berlino, non ci potevo credere. Pensavo si trattasse di uno scherzo. Io e la mamma ci  siamo abbracciate e alla sera l’ho comunicato a tutta la famiglia.  Sarà meraviglioso. Ho intenzione di non deludere le aspettative delle persone che hanno creduto in me.

La mia famiglia è tutto il mio mondo. Per me è difficile relazionarmi con gli altri a causa del mio carattere introverso e un po’ asociale ma nel mio cuore non nascondo il desiderio di avere un’amica del cuore come tutte le ragazze della mia età. Non ho molti amici e sono consapevole di vivere una vita molto differente da quella delle mie coetanee.  Chissà se Berlino non realizzerà anche questo sogno!

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