“Non tutti i bambini hanno lo stesso sviluppo”, queste le parole rassicuranti ripetute dal pediatra nei suoi primi mesi di vita. Valentina è nata il 24 novembre del 1980 a Terni. Al momento della sua nascita e nei mesi a seguire, tutto sembrava come doveva essere, tutto nella norma, Valentina non era “una chiacchierona” certamente, ma non c’era nulla di evidente, eclatante, che lasciasse presagire quella caratteristica che avrebbe invece condizionato la sua intera esistenza così come – raccontano Luisa ed Enrico rispettivamente la mamma ed il papà – la nostra. I primi segnali inequivocabili sono emersi intorno ai tre anni di vita quando ci siamo resi conto che Valentina aveva delle difficoltà nel linguaggio e, a livello motorio, nel mantenere l’equilibrio. Di lì a poco, la dura diagnosi che faceva riferimento ad una disabilità intellettiva, arrivata senza sconti e ci ha scaraventato il mondo addosso; non ci sentivamo pronti ad affrontare, né a conoscerla nel profondo. Probabilmente all’inizio ci ha spaventati talmente da non riuscire ad elaborarla nel modo giusto, era una realtà a noi totalmente estranea. Poi l’amore incondizionato di un genitore ha sempre la meglio e, per quanto riguarda noi, ha vinto su ogni timore o remora. Un giorno ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di reagire, di farlo con forza e determinazione e non ci siamo mai più voltati indietro. Avremmo fatto tutto il necessario affinché Valentina potesse avere ciò che meritava, ossia una vita il più possibile “normale”, come tutti gli altri. Certo è che ogni genitore vorrebbe sempre proteggere, con tutte le forze, il proprio figlio dalle “intemperie della vita”, e questo è ancor più vero quando il figlio in questione ha una disabilità intellettiva. Ovviamente è un desiderio impossibile da realizzare per chiunque, nessun genitore può pretendere di avere il totale controllo del proprio figlio e di quello che gli accade intorno; Valentina all’inizio ha certamente sofferto della sua condizione, le stesse insegnanti a scuola ci evidenziavano le sue difficoltà e il conseguente isolamento che ne derivava.

Lo sport
L’opportunità di praticare sport si è fatta strada aprendo la porta di un futuro che oggi oserei chiamare “radioso” per Valentina, lo è per lei e di rimando – proseguono la mamma ed il papà – per tutta la nostra famiglia. Un fratello più piccolo di lei di tre anni, Valerio, con cui ha instaurato un rapporto speciale, un grande amante dello sport non poteva che avere in questo frangente un ruolo determinante influenzandola positivamente, rendendola totalmente aperta ad ogni genere di “prova” sportiva. Valentina ha subito compreso che la sfida colta con Special Olympics è soprattutto una competizione con se stessi. Per la prima volta era messa nelle condizioni di poter sperimentare le sue capacità e di sport Valentina ne ha fatto davvero tanto. Danza classica e moderna, sfidando proprio un suo nemico: l’equilibrio, ma anche pattinaggio, pallacanestro, tennis tavolo, rowing e canottaggio senza mai mancare ai Giochi Nazionali. I viaggi e tutte le straordinarie esperienze degli eventi vissuti in autonomia, lontana dalla famiglia d’origine e in compagnia di un’altra che può definirsi ugualmente “famiglia” per il grado di calore, coesione e affetto che emana la sua squadra, il suo Team Special Olympics di Terni “Tutti in gioco”.
Valentina ama impegnarsi a fondo, è testarda e viaggia verso obiettivi sempre più ambiziosi. Il prossimo, il più vicino a livello temporale, è anche il più importante. E’ stata infatti convocata nel Team Italia ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics che si terranno in Austria dal 15 al 25 marzo 2017. Il suo sport è lo sci di fondo, disciplina che le permette di misurarsi ancora una volta con la sua voglia di arrivare con tutte le forze, così come recita il giuramento dell’atleta.

Il futuro
Valentina oggi è una donna. Diplomata all’Istituto Casagrande, nel settore turistico, appena conclusi gli studi ha frequentato una Borsa-lavoro come ausiliaria scolastica presso una scuola materna cittadina. Attualmente, sempre in borsa lavoro, Valentina svolge le mansioni di aiuto commessa all’interno di un negozio equo-solidale nel centro di Terni, inizialmente in affiancamento ma da un mese circa ha iniziato a lavorare, in piena autonomia.
“Lo sport per Valentina è stato di sicuro un apripista per l’inserimento nel mondo del lavoro e della vita sociale in genere. Grazie allo sport la ragazza ha preso coraggio, ha iniziato a pensare di valere qualcosa anche lei.”Oggi che si è sparsa la voce che sarà protagonista di un evento sportivo mondiale, tutti, amici e conoscenti, la cercano per congratularsi con lei e augurarle buona fortuna. All’inizio, circa 36 anni fa, quando arrivò Valentina abbiamo avuto paura – concludono i genitori – poi abbiamo preso coraggio e ci siamo impegnati per offrirle la possibilità di vivere una vita “normale”. Oggi lei è andata ben oltre ogni nostra aspettativa riconsegnandoci esperienze che poco hanno a che fare con la normalità di tutti i giorni che tanto desideravamo per lei. Il presente e il prossimo futuro di Valentina è straordinario. Ce ne rendiamo conto una volta di più nelle piccole cose, quando la vediamo giocare con il piccolo Diego, suo nipote. Gli mostra gli esercizi di ginnastica e indubbiamente lui da grande maturerà una grande forza di volontà, questo perché oggi non potrebbe avere davanti agli occhi un esempio migliore.

 

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