Steven ha una vita nuova, dentro e fuori il campo di gioco

I traguardi da raggiungere sono ancora tanti,
il prossimo lo vedrà partecipare ai Giochi Mondiali Special Olympics ad Abu Dhabi

Steven è nato- racconta Bruna, la mamma  – quando avevo 40 anni, le difficoltà sono iniziate intorno al secondo anno di età: non camminava e le uniche parole che pronunciava erano mamma e papà. E’ iniziata così la trafila da diversi pediatri, la prima cosa che ci dissero era che i maschi generalmente sono più pigri e che pertanto dovevamo attendere. Ma i successivi incontri con logopedisti e psicologi portarono, all’età di 5 anni, alla diagnosi: deficit cogitivo del 50% . Ci sono stati momenti molto duri, di grande sofferenza, ma vedere oggi Steven felice che fa sport ed è incluso in un gruppo di persone che gli vogliono bene per me è una rivincita, una gioia indescrivibile. Special Olympics è stato in qualche modo un’ancora di salvezza.

La vita che cambia

Steven Bragato oggi ha 24 anni, vive ad Alessandria ed è un ragazzo timido e riservato. Grazie all’attività sportiva ha però trovato il coraggio di uscire dal guscio, di alzare la testa mostrandosi più aperto verso il mondo ed estroverso nelle relazioni sociali. Un cambiamento che è coinciso proprio con la scoperta di Special Olympics, attraverso il Team Cissaca Bulls, quella che lui stesso definisce con orgoglio “Ormai parte della mia famiglia”.

Prima non avevo così tanti amici – ricorda Steven – la mia disabilità era vista come un limite invalicabile in grado di generare un’enorme distanza tra me e gli altri, questo mi faceva star male e mi portava a chiudermi in me stesso. Ricordo ancora – prosegue Steven – il giorno del mio primo allenamento con Special Olympics come uno dei momenti più belli della mia vita. Temevo, come era già accaduto in passato in altri contesti, di non essere accettato dai nuovi compagni, invece mi hanno accolto con grande entusiasmo facendomi sentire, da subito, parte del gruppo. Era l’ottobre del 2014, esattamente un mese dopo mi sono trovato catapultato in una partita ufficiale, a Legnano, in occasione della Special Olympics European Basketball Week. Il mio esordio.

L’inizio di una nuova vita, totalmente diversa rispetto a quella vissuta fino a quel momento: “Ancora ricordo quando a scuola alle superiori – prosegue Steven – non ero accettatto dagli altri che mi facevano continuamente scherzi prendendomi in giro. Oggi sento la fiducia delle persone che mi sono vicine, non mi sento più giudicato e ogni giorno sento forte l’opportunità, per me, di dare il massimo in ogni cosa che faccio. In occasione delle partite, sia quando vinciamo o perdiamo, ci diamo sostegno l’un l’altro. Questa per me è la vittoria più bella”.

Steven ai Mondiali di Abu Dhabi

Steven è uno dei 115 atleti della delegazione italiana che parteciperà ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi, in programma dal 14 al 21 marzo 2019: “Mi girano per la testa tante emozioni, per me è un grande onore rappresentare l’Italia; mi aspetto tanto pubblico sugli spalti ad acclamarci, non vedo l’ora di salire sull’aereo, sarà la mia seconda volta e la prima è stata in occasione di un evento internazionale di basket in Belgio riservato ad alcune delegazioni europee.

“Chi lo segue nelle attività sportive ha una grande umanità – continua la mamma – riesce a stimolarlo nel modo corretto e Steven migliora ogni giorno. Questo significa crescere oltre lo sport: aprirsi al mondo senza timori, mettersi alla prova senza la paura di sbagliare, credere in se stesso. Steven è cambiato veramente tanto, oggi è un ragazzo molto volenteroso sia a casa che a lavoro, ha preso la patente, fa volontariato alla Croce Rossa e da circa un anno, attraverso una borsa lavoro, collabora con un’azienda agricola come aiuto magazziniere. Lo sport, che per Steven era nato come un’opportunità per riempire il suo tempo, oggi è diventato il mezzo per valorizzarlo dentro e fuori il campo di gioco. Grazie Special Olympics.