STEFANIA: “LA GINNASTICA ARTISTICA E’ LA MIA RAGIONE DI VITA”

Quando Stefania è nata  – racconta mamma Antonella – io avevo 29 anni. Cosa volete che vi dica?  Quando mi chiede di raccontarle qualcosa di quel giorno io le rispondo sempre allo stesso modo: “cara, quel giorno è nata la nostra stella”. L’amore è più grande e più forte di qualsiasi difficoltà. Vince sempre ed è l’unica cosa che conta davvero ed è anche l’unica cosa da dire. Stefania è figlia unica ed è la nostra ragione di vita, la nostra luce.

Oggi è una ragazza introversa, piuttosto timida, ha bisogno di relazionarsi  in modo graduale con chi non conosce prima di sfoderare la sua personalità. Non parla molto, e non parla neanche molto bene, ma le piace leggere e ascoltare.  E’ allegra, ama muoversi e le piacciono tanto  i balli di gruppo.

Stefania non ha ancora un lavoro, per questo la sua giornata tipo è articolata piuttosto semplicemente. La mattina viene con me a fare la spesa e mi aiuta in casa, il pomeriggio invece arriva il momento più felice per lei perchè si va in palestra ad allenarsi.

LO SPORT DA TUTTA LA VITA

Io penso che lo sport sia lo strumento migliore per offrire ai nostri figli l’opportunità di crescere e migliorarsi. L’ho sempre creduto fin da quando Stefania era piccola. Ricordo che la portavo nei palazzetti ad assistere ai più svariati eventi sportivi, lo facevo proprio con l’intento di studiare le sue reazioni ed, in base a quelle, indirizzarla poi verso una disciplina che la potesse appassionare piuttosto che un’altra. In realtà Stefania di sport ne ha fatto veramente tanto. Ho sempre assecondato la sua volontà di mettersi in gioco, senza forzarla mai: quando mi diceva: “Mamma mi sono stancata, non mi piace più, ci si fermava e si cercava altro. Ha iniziato con il nuoto (è sempre stata un pesciolino) passando per  il bowling, il golf e lo sci fino a quando è arrivato poi il fatidico giorno in cui mi ha detto: “Mamma, la ginnastica artistica è la mia vita”.

In effetti, a dir la verità, ha iniziato a praticarla a soli 6 anni, nella palestra sotto casa, insieme alle amiche di quartiere, le stesse con le quali, poi ripeteva gli esercizi quando le incontrava ai giardinetti sotto casa. All’epoca era una bambina vivace, agile, si arrampicava ovunque.

Durante le scuole medie ha praticato il nuoto per poi tornare alla ginnastica durante le scuole superiori. Fu in quel periodo che venimmo a conoscenza di Special Olympics  grazie alla prof Maria Gallardo che ci propose di entrare a far parte del Team “Muoversi allegramente”, un nome un programma! Un mondo fantastico, un susseguirsi di eventi sportivi , locali, regionali, nazionali e intercontinentali a cui partecipare, una rete di atleti e genitori con cui stringere amicizie e affetti. Nel 2006 Stefania ha partecipato ai Giochi Europei di Roma. I primi tempi la seguivamo ovunque, Special Olympics è un mondo meraviglioso anche per noi, ci ha permesso di conoscere tanti altri genitori, di stringere amicizie e non ultimo, ci ha offerto l’opportunità di guardare i nostri figli da una nuova angolazione.

In effetti, ieri la osservavo lì seduta sugli spalti di quei palazzetti emozionarsi di più durante le esibizioni delle ginnaste, oggi, dopo tanti anni, la guardo orgogliosa mentre dà il meglio di ciò che sa fare, non più da spettatrice ma da protagonista. Stefania è un atleta Special Olympics e, grazie al suo impegno, parteciperà ai prossimi Giochi Mondiali ad Abu Dhabi.

UN SOGNO DA REALIZZARE

Fui informata prima io di questa straordinaria opportunità, ma conoscendo il suo carattere, così timido ed introverso, ho avuto paura di crederci e ho risposto: “Non lo so se può farcela, chiedetelo direttamente a lei, è meglio che io ne resti fuori”.

Allora andò più o meno  così: un pomeriggio, durante un allenamento, Maria si è avvicinata a Stefania e le ha detto: “Sei stata convocata nella delegazione italiana dei Giochi Mondiali Special Olympics ad Abu Dhabi, nel 2019. Che ne dici? Ti va di andarci?” La sua prima risposta, molto misurata, è stata “Non lo so, ci devo pensare…”

“D’accordo Stefania, pensaci poi mi dirai se te la senti” lei ha annuito e ha ripreso ad allenarsi quasi come se nulla fosse. Poco più tardi, ad allenamento concluso, Stefania si è avvicinata a Maria, le ha toccato lievemente la spalla per avere la sua attenzione e le ha detto, con la sua voce pacata: ” Ok, ci vado”.

Mi ha letteralmente sorpresa. E sono così orgogliosa di lei.  Purtroppo questa volta non potrò seguire fin lì la mia stella. Dovrò farne a meno ma sarò forte pensando che per lei sarà un’esperienza di autonomia straordinaria. La aiuterà a crederci davvero, nella sua forzache ha illuminato così tanto la nostra vita. Forza Stefania, la tua storia è questa, ed è ancora tutta da scrivere…