La nascita
“Abbiamo saputo – racconta la mamma Elsa – che Paola aveva la sindrome di Down solo nel momento in cui è nata, a Cuneo, 32 anni fa. In quel momento non ho avuto il tempo di pormi troppe domande, il primo pensiero era rivolto alla sua salute, al fatto che non vi fossero complicazioni. Successivamente, l’attenzione si è spostata sul cercare di capire quali difficoltà avrebbe potuto maggiormente incontrare mia figlia; in questo senso mia cognata, insegnante di sostegno, è stata per noi di grandissimo aiuto. Quando Paola aveva circa 7 mesi ci siamo messi in contatto con il Cepim di Torino ed attraverso uno psicologo abbiamo iniziato, a livello motorio, a stimolarla nel fare esercizi utili all’equilibrio. Spostamenti continui e a casa un lavoro continuo; è iniziata così la nostra vita con Paola ed attraverso lei, la conoscenza di una dimensione prima sconosciuta, che spaventa ma che allo stesso tempo ti impone, come genitore, di affrontarla nel migliore dei modi per garantire, ai propri figli, il miglior futuro possibile. Un futuro che si è via via costruito sulla base di continue attenzioni e ricerca di opportunità per Paola; impegno ed attività che per lei, come per ogni altra persona nel mondo, seppur con tempi e modalità differenti, hanno rappresentato quei presupposti fondamentali per una crescita costante”.

Lo sport
Tra questi presupposti – prosegue la mamma – si colloca certamente l’attività sportiva che Paola ha iniziato a praticare quando era in terza media grazie alla professoressa di educazione fisica, la stessa che ci ha poi permesso di conoscere “AmicoSport”, team Special Olympics di Cuneo, facendoci scoprire un’opportunità preziosa, che non si è ridotta al praticare sport, ma si è tradotta nello sperimentare, grazie ad esso, nuove esperienze altrimenti difficilmente realizzabili. Oggi Paola è più forte, più autonoma.
Paola è molto timida, in principio provava soggezione a qualunque nuovo incontro, al contatto con persone nuove rispondeva chiudendosi al muro più vicino. Alle feste e nei momenti ricreativi con i suoi compagni di classe restava volontariamente in disparte. Ci sono voluti pazienza e rispetto dei suoi tempi, più lunghi.
Paola, così introversa e chiusa nella sua rete costruita sui suoi punti di riferimento, le poche persone di cui si fida, si è aperta alla vita grazie allo sport: incontrando altri sorrisi, nuovi volti amici e visitando molte città in tutta Italia, tutto grazie allo sport.
Il suo percorso con Special Olympics è iniziato con il nuoto e parallelamente con lo sci di fondo. Si allenava con regolarità ma richiedeva l’attenzione di un tecnico che la seguisse individualmente, poi sono iniziate le gare, la partecipazione agli eventi. Ed è forse in questo momento che qualcosa è iniziato a cambiare, in modo sostanziale e via via sempre più evidente. Vivere l’evento da Atleta, da protagonista, ha rappresentato “la chiave di volta” del suo percorso verso l’autonomia. “Ogni volta che faceva ritorno a casa, il suo viso era radioso, era sempre allegra e soddisfatta, anche se stanca. E’ partecipando alle gare di Special Olympics che Paola ha conosciuto per la prima volta tantissime persone, tutte diverse ed uniche, un’ottima “scuola” per mettere alla prova le sue capacità, non solo sportive, ma anche relazionali.”

Paola ha partecipato ogni anno ai Giochi Nazionali Special Olympics, estivi ed invernali: è diventato un appuntamento al quale si prepara con tanta gioia, ma anche con la voglia e la determinazione di arrivare pronta all’evento.
Con Special Olympics Paola ha già vissuto due eventi di natura internazionale e non solo in qualità di Atleta. Era il 2006 quando Paola è stata chiamata a partecipare agli Special Olympics European Youth Games a Roma come volontaria speciale, dando il suo personale contributo alla grande macchina organizzativa dei Giochi.
Nel 2011 un altro evento internazionale, vissuto questa volta da Atleta, essendo chiamata a partecipare, con il suo team Amico Sport, ai Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics in Germania.

E ora viene il bello: i Giochi Mondiali Invernali in Austria
Grazie allo sport Paola ha iniziato a viaggiare da sola, con la sua squadra. Prepara le valigie per tempo, con molta cura ed attenzione, non dimentica mai nulla. Per lei è importante la precisione che ben si sposa con il suo piccolo mondo fatto di certezze. Per Paola conta l’impegno e oggi è proprio questa sua forte determinazione ad averla premiata con un’altra opportunità, la più grande ad oggi, quella che ancora una volta le farà preparare la valigia con cura ed attenzione certamente ma anche con un’emozione nuova, diversa.
Sotto gli occhi ammirati , quasi increduli, dei suoi genitori, Paola è stata convocata a partecipare ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics che si terranno in Austria dal 14 al 25 marzo 2017. E’ una dei 34 Atleti azzurri che rappresenteranno l’Italia all’evento più importante dell’anno. Paola gareggerà nello sci di fondo.
“Pazienza, non ho vinto, sarà per la prossima volta, sono contenta così” è la frase che ripete ogni qualvolta, ad un evento sportivo, Paola non riesce a raggiungere l’obiettivo. L’Austria è alle porte, Paola proverà, come sempre, a dare il meglio di sé ma, se si guarda bene, la vittoria è già arrivata con la convocazione e una nuova esperienza di vita.


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