Mirco non parlava, questo è stato il primo campanello di allarme, la prima di una serie di difficoltà talmente grandi che, per essere superate, hanno richiesto molta determinazione e forza di volontà, il desiderio di vincerle. Il susseguirsi di visite mediche specialistiche alla ricerca della diagnosi mise a dura prova l’equilibrio e la serenità familiari ma l’amore e l’unione della famiglia fu decisamente più forte. Dai due ai dieci anni, le difficoltà di Mirco hanno trascinato in un vortice di paure ed incertezze, le stesse comuni a tanti altri genitori che, ad un certo punto della loro vita, realizzano e fanno i conti con la disabilità intellettiva del proprio figlio. I genitori lottano, per primi, con tutte le forze, contro l’isolamento, la discriminazione, contro i retaggi culturali alimentati dall’ignoranza e che tanto ancora feriscono e lasciano il segno in una società non ancora pronta ad includere tutte le persone per il solo fatto di essere venute al mondo, ognuna con la propria unicità.
Tanti medici espressero il loro parere su Mirco nel tentativo di diagnosticare e dare un nome al problema. Da Bassano del Grappa a Padova e poi a Verona dove gli viene diagnosticata un’incapacità legata alla parola ed alla comunicazione.
Nonostante le comprensibili preoccupazioni e le angoscie legate soprattutto al futuro, alla domanda: “Come è cambiata la vostra vita dopo la nascita di Mirco?“ la risposta di Luciano e Daniela, i suoi genitori, oggi è pronta e non lascia spazio ai dubbi: Mirco è una fonte inesauribile di gioia per la nostra famiglia, grazie all’enorme affetto che porta dentro di sé e che sa esprimere, nonostante le difficoltà di linguaggio, non solo verso di noi, ma anche all’esterno, alle tante persone che incontra. Si può dire che sia un portatore sano di felicità, soprattutto quando si trova in situazioni di convivialità, in gruppo.
Mirco presenta una carenza nell’espressione verbale; non sempre comprende con facilità ed immediatezza e a volte fa fatica ad esprimersi in modo preciso, ma la capacità che ha sviluppato, quella di sentirsi comunque a suo agio in mezzo alla gente è una virtù che ha sviluppato anche grazie allo sport, oggi parte fondamentale della sua vita.

L’incontro con lo sport
A 14 anni, tramite amici del suo paese, Mirco entra in contatto per la prima volta con Special Olympics ed inizia ad allenarsi con il Team Rari Nantes di Marostica.
Nel 2010 fa la sua prima gara di sci in occasione dei Giochi Nazionali Invernali a Pinzolo, da li non ha più smesso, maturando molteplici esperienze che lo hanno improvvisamente catapultato in nuovi ambienti, a contatto con persone mai conosciute prima, ma con la sua medesima passione per lo sport. Mirco si difende bene, anzi reagisce a questa nuova realtà come meglio non potrebbe. Merito anche dei suoi genitori che hanno da subito intuito quanto Special Olympics potesse traformare, migliorare la vita di Mirco e di conseguenza anche la loro:

Special Olympics ha portato Mirco verso la maturità, fisica e psicologica. Il suo corpo è cambiato. Mirco oggi è in grado di controllare e gestire la sua forza. Attraverso lo sport scarica molte tensioni, si pone un obiettivo, ascolta i consigli dei suoi istruttori, facendo tesoro di tutto il bagaglio tecnico, sociale e umano che essere un Atleta di Special Olympics comporta.
Questi risultati non si limitano poi al momento sportivo, anzi hanno permeato tutta la sua quotidianità, familiare e lavorativa, suscitando l‘ammirazione dei suoi compaesani e, di conseguenza, creando una maggiore autostima e consapevolezza delle proprie potenzialità.

Oggi Mirco è un giovane di 23 anni, prestante e di sana costituzione fisica. Sempre sorridente, mite, sensibile, volonteroso, dinamico e tenace. Ama lavorare all’aperto nei suoi orti e con i suoi animali. É legato al suo paese, Valstagna in provincia di Vicenza, e alla sua gente ma ama anche muoversi, uscire e vivere nuove esperienze e nuove persone.
Grazie a Special Olympics, Mirco ha scoperto il sentimento dell‘ amicizia, lo spirito di gruppo, rispetta le regole proprie della vita in comune; ha provato l’esperienza del distacco dalla sua famiglia, dalla sua terra, maturando un desiderio di autonomia e mettendo continuamente alla prova la sua capacità di adattamento in circostanze nuove e difficilmente prevedibili.

Lo sport lo ha aiutato a diventare uomo prima che Atleta, a rispettare l’avversario, ad incoraggiare ed elogiare anche chi arriva dopo di lui.
I benefici ottenuti da Mirco grazie allo sport – continuano i genitori – sono così evidenti che hanno fatto emergere la sua voglia di esserci e di mettercela tutta, sempre. Tra poco tempo non ci sarà occasione migliore per esprimerla.

I Giochi Mondiali in Austria
Dal 14 al 25 marzo 2017 Mirco Cavalli volerà in Austria per rappresentare l’Italia ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics insieme ad altri 33 Atleti azzurri. La sua specialità sarà lo sci nordico.
La famiglia è entusiasta per quel tanto che Mirco ha ricevuto dallo sport, ringrazia il team Rari Nantes Marostica e Special Olympics Italia per questa ennesima grande opportunità di crescita.
Come si dice, il bello deve ancora venire e Mirco è pronto.


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