Alla sua nascita ci comunicarono – raccontano Maria e Alberto, rispettivamente la mamma ed il papà – che Mauro aveva la sindrome di Down, il che comportava una durata di vita più breve, problemi di salute e di apprendimento. Non è stato semplice, per noi genitori, adattarci a questa prospettiva; ci sentivamo soli ed impreparati nell’affrontare una situazione del genere. Poi un impegno costante che, giorno dopo giorno, ci sembrava naturale; ogni suo sorriso o gridolino ci rincuorava, ci dava forza nel guardare avanti, quasi ad indicarci che la strada intrapresa era quella giusta. Siamo cresciuti insieme al nostro bambino, che oggi è diventato un uomo, assecondando quella sua innata volontà di sperimentare, di inseguire passioni ed interessi senza porsi alcun limite, e noi con lui”.
Mauro Carissimi, 40 anni di Lecco, che attualmente lavora in una biblioteca, già da piccolino univa alla sua curiosità una grande perseveranza nel voler imparare nuove cose; durante le elementari – racconta la mamma – vedendo una sua insegnante fare origami, si appassionò a quest’arte e in modo determinato incominciò, seppur con qualche difficoltà iniziale, a realizzare figure di carta. E’ caparbio, ha una memoria di ferro, è un esperto in mitologia, ama il disegno e la musica; quando non conosce qualcosa la ricerca sul computer.

La musica

“Lo abbiamo stimolato – prosegue la mamma – a crearsi diversi interessi, lui ha colto ogni cosa in modo molto semplice perché è una persona dinamica, caratterialmente sente la necessità di sentirsi impegnato, di riempire ogni spazio; per lui il tempo è prezioso. Un altro passaggio che a noi è sembrato importante, nella sua crescita, è stata la passione per la musica. Da autodidatta traduceva tutte le canzoni, dall’inglese all’italiano, dei Beatles che sono, tuttora, il gruppo musicale che preferisce. Da una piccola tastiera che avevamo in casa incominciò a suonare le musiche natalizie dandoci lo spunto per fargli studiare pianoforte e continuare, in seguito, con un corso di saxofono”.

Lo sport

“Eravamo felici ed orgogliosi che Mauro coltivasse così tante passioni ma era altrettanto importante che, parallelamente, iniziasse a praticare anche attività sportiva. All’età di ventiquattro anni entra a far parte di un team Special Olympics, “Oltretutto 97”; dopo aver iniziato con il Tai Chi, attraverso il quale acquisisce concentrazione ed equilibrio, decise di dedicarsi al nuoto. Mauro – ricorda la mamma – è sempre stato un’amante dell’acqua e nel corso degli allenamenti è sempre stato molto determinato nel voler perfezionare tutti e quattro gli stili raggiungendo un buon livello tecnico. Lo sport gli ha dato tante soddisfazioni; in questo percorso, circa 12 anni fa, gli venne proposto di partecipare anche allo sci di fondo e lui decise di aderire con entusiasmo e passione ma non avrebbe mai immaginato che in questa stessa disciplina, molti anni dopo, avrebbe partecipato ai Giochi Mondiali”.

 

Giochi Mondiali Invernali

“Lo scorso anno, in occasione dei Giochi Nazionali Invernali, a Bormio, gli è stata comunicato la sua convocazione ai Giochi Mondiali Invernali che si terranno in Austria dal 14 al 25 marzo prossimo. Tornato a casa, non stava più nella pelle, era così orgoglioso che questa gioia voleva condividerla con chiunque, con il mondo. Sogna, a coronamento del suo impegno sportivo, una medaglia, ma il vederlo gareggiare, l’opportunità di mettersi alla prova ad un evento internazionale cui prenderanno parte 3000 atleti provenienti da ogni continente, vederlo così partecipe, è per tutti noi un’emozione grandissima e già una grande vittoria. Ci interpella spesso – concludono i genitori – sul perché della sua condizione, che non accetta, così come sul perché non può avere una famiglia, come suo fratello Paolo, e non manca di metterci in difficoltà nel dare le giuste risposte in quel determinato momento. Mauro, che come risposta alle difficoltà che ha incontrato ha sempre dato il meglio di se stesso, ci rende molto orgogliosi di lui.


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