“Per chi conosce la disabilità intellettiva solo per sentito dire, non esiste cosa più devastante che ricevere, in quello che sarebbe dovuto essere uno dei giorni più gioiosi della nostra vita, la sconvolgente comunicazione della nascita di una figlia con la sindrome di Down. In quel momento, superata l’incredulità iniziale, ci sentiamo crollare il mondo addosso e si pensa di non avere della spalle sufficientemente forti per poter sostenere un simile peso. L’incognita di quello che ci attende è terrorizzante e si crede che tutto sia finito e che non esista più futuro nè per noi nè tantomeno per quell’esserino indifeso, della cui nascita ci riteniamo responsabili. Poi nel tempo, per fortuna di tutti, le cose si manifestano, piano piano, in tutta la loro ragionevole semplicità e ogni giorno si scoprono nuovi orizzonti e nuove prospettive. Ci si accorge che anche i figli Down piangono, giocano e gattonano come tutti gli altri bambini e riescono anche loro a raggiungere dei traguardi importanti rendendosi perfettamente conto dei progressi che, di giorno in giorno, riescono ad ottenere”.

Inizia così il racconto di Maurizio, papà di Matilde Zipoli, 23 anni di Lucca; una ragazza allegra, solare, di contatto, affettuosa e alle volte un pò cocciuta, che ama la musica e il disegno ed ha fatto dello sport il suo mondo e il suo cavallo di battaglia. Quest’anno ha concluso l’istituto d’arte, le sue doti caratteriali hanno fatto sì che anche in ambito scolastico Matilde si sia sempre perfettamente integrata conquistandosi l’affetto dei compagni e degli insegnanti.

 

Lo sport che cambia la vita
Un rapporto speciale con la sorella maggiore, Martina, fonte di enorme affetto, ma anche di grande stimolo per lanciarsi, con curiosità ed entusiasmo, in un percorso ricco di impegni e conquiste. E’ stato proprio grazie alla sorella che Matilde a cinque anni sapeva già nuotare, sciare e correre in bicicletta, dando prova di avere una grande predisposizione all’attività motoria.

Quando era piccola – ricorda il papà – aveva grandi difficoltà di linguaggio che l’hanno portata ad utilizzare altre forme d’espressione, fatte di gestualità e movimento. Matilde ha sempre usato il corpo come un mezzo per comunicare il suo essere, la volontà di sentirsi libera. Lo sport le ha permesso, da questo punto di vista, la possibilità di migliorare le relazioni senza mai sentirsi a disagio per la sua, ormai oggi ignorata, disabilità. Crescendo per quanto non abbia mai perso la sua solarità c’erano momenti in cui la ripetitività della vita quotidiana si faceva sentire ed a volte il buon umore se ne andava, in una casa che diventava ogni volta più “stretta” per contenere la sua voglia di essere. Poi un giorno è arrivato Special Olympics: una vera rivoluzione, con cui è arrivato un mondo reale fatto di amici, impegni, eventi, gare e trasferte e gli ultimi sei anni sono diventati una vita ricca di traguardi e soddisfazioni. Quando nel 2010 fu costituito, a Lucca, il team Special Olympics “L’Allegra Brigata”, Matilde è stata tra i primi atleti ad essere iscritta in tutte le discipline sportive proposte”.

 

Gioie, gratificazioni e riconoscimenti che fanno crescere
“L’attività sportiva – prosegue il papà – è stata un elemento importante e caratterizzante dello sviluppo e della crescita di Matilde. Ha innescato in lei un forte cambiamento: è diventata più gioiosa, più motivata e più serena; ha iniziato, in modo sempre crescente, ad avere un approccio diverso alla vita, alle difficoltà quotidiane. Un entusiasmo che ha contagiato anche noi familiari; vederla saltare di gioia insieme ai suoi amici al bordo di una piscina o ai margini di una pista da sci è una gioia, una soddisfazione meravigliosa per tutti al di là dei risultati che ottiene durante le gare. Per Matilde infatti il traguardo di ogni evento e ogni gara è principalmente il momento in cui apre la porta di casa per vivere una nuova giornata con i suoi compagni di squadra, oggi anche di vita; ogni giorno è una medaglia d’oro”.

 

Il valore dei Giochi Mondiali Invernali
Matilde sarà uno dei 34 atleti della Delegazione Italiana che, dal 14 al 25 marzo prossimo, parteciperà ai Giochi Mondiali Invernali in Austria.

“Sono passati molti anni da quella sua prima – conclude il papà – fulminea discesa con gli sci, sì perché senza timori sapeva scendere ma non frenare, e di strada ne ha fatta tanta. Ha affrontato la comunicazione della sua partecipazione a questo evento internazionale con grande spensieratezza ed allegria, rimarcando spesso, con grande soddisfazione, che sarebbe andata via “sola”. Questo, ad oggi, è uno dei sogni di Matilde: essere autonoma. Vai Matilde, l’Austria ti aspetta, sei una grande e ti vogliamo tutti un gran bene”!

 

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