La conquista di un sogno:

La storia di Marco che insegna il valore della vittoria

Se dovessimo raccontare tutta la storia di Marco ne verrebbe fuori un romanzo. Quello che conta è che, nonostante i vari episodi più tristi o più lieti della sua vita, non abbiamo avuto mai un momento in cui ci siamo arresi o rammaricati della sua nascita, perchè con la sindrome di Down, e neppure potremmo immaginare per un attimo la nostra vita senza di lui. Per merito suo siamo diventati più maturi, meno superficiali, e più pronti ad affrontare la vita in maniera responsabile.

Ci ha donato una serenità profonda, merito del suo carattere mite che ci ha accompagnato lungo tutto il corso della sua vita e ce l’ha fatto amare sempre di più. Abbiamo sempre creduto in lui, lo abbiamo aspettato nelle sue, seppur lente, conquiste ed i risultati sono stati positivi. La cosa più importante è essere genitori presenti e seguirlo in tutte le fasi di crescita, incoraggiandolo e spronandolo nelle difficoltà. Non aspettavamo la convocazione ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi, è stata insperata da parte di tutta la famiglia. Non pensavamo che, data la sua età, sarebbe stato convocato ad una manifestazione sportiva di tale calibro. Siamo orgogliosi di nostro figlio,  che al di là di quello che sarà il risultato sportivo, concluderà una carriera durata circa trent’anni, ricca di ogni possibile soddisfazione. Marco, prima di ogni cosa, ha preso coscienza delle proprie potenzialità, la gioia e la voglia di stare con gli altri e di condividerne i successi, di sentirsi amato e rispettato, di sentirsi, in poche parole: una persona.

La storia

Elena e Silvio sono i genitori di Marco Fiaschi, nato a Firenze il 5/5/1975. Figlio unico, vive a Prato ed ha un carattere tenace e determinato – raccontano i genitori – ma, allo stesso tempo, è una persona dolce, sensibile ed ubbidiente. E’ appassionato di musica, sia leggera che classica, e ci accompagna volentieri ai concerti,  compreso quelli di organo e di solo canto, a Teatro ed ai Musei. Ha sempre amato, fin da piccolissimo, il mare ed ha seguito per anni il padre, all’isola d’Elba, in barca a vela ed a pescare. Riesce a farsi accettare da tutti perché sempre sereno, socievole e rispettoso delle regole.


Il lavoro

Da oltre vent’anni è inserito, attraverso il Comune di Prato, presso la Società “Consiag” con la qualifica di magazziniere. Marco è felice di andare a lavorare, si sente parte, a pieno titolo, del gruppo, sia in orario di lavoro che oltre. Tutte le mattine si reca al proprio armadietto ed indossa, con orgoglio, la divisa come tutti gli altri operai, colleghi. E’ immediatamente attivo con i suoi guanti, la sua scopa ed il suo carretto portautensili. Per molti anni ha raggiunto da solo la sede del suo lavoro, ma attualmente essendo stata spostata in aperta campagna, e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ha bisogno di essere accompagnato. Questo purtroppo ha comportato una regressione della sua autonomia, alla quale hanno contribuito anche le ansie di noi genitori.


La scuola

Preferirei tralasciare – ricorda la mamma – il racconto di alcuni episodi relativi alla scuola, perché sono passati tanti anni. Credo che le difficoltà maggiori siano state all’inizio del primo anno, sia della scuola elementare che media; mentre completamente negativo è risultato l’inserimento alla scuola di agraria, dove ha subito delle vere e proprie frustrazioni, non tanto da parte dei compagni, quanto dei professori che hanno sempre preferito ignorarlo.

 

Lo sport

Marco ha iniziato l’attività di nuoto nei corsi del Centro Giovanile di Formazione Sportiva  di Prato all’età di dieci anni. Le sue prime gare ai Giochi Special Olympics a Pescara nel 1990 con la conquista di due medaglie d’oro,  nelle gare di 50 mt. rana e 50 mt delfino.

Queste prime vittorie lo hanno “fatto crescere nella mente di tutti”: amici, cugini, parenti, vicini di casa e compagni di lavoro. Finalmente le persone erano riuscite a vedere in lui delle abilità che altrimenti non sarebbero state mai scoperte. Marco era entusiasta e da quel momento ha cominciato a sentirsi  un atleta. Tutto ciò trasmetteva gioia  e la voglia di condividerne l’entusiasmo. Le diversità venivano dimenticate ed eravamo in presenza di veri e propri  sportivi nelle loro tute colorate. Da quel momento non abbiamo perso alcuna manifestazione e ci siamo sentiti orgogliosi di far parte di questo Movimento.

Marco a contatto con lo sport – conclude la mamma – si è trasformato nel tempo, sia da un punto di vista fisico che caratteriale. Lo vediamo crescere nella volontà di affrontare la vita a testa alta, nel rispettare le  regole e in termini di autonomia: Tutto ciò gli hanno permesso  anche  di mantenere per oltre vent’anni il posto di lavoro assegnatogli. Ora la conquista di un sogno, atteso e rincorso, che insegna il vero valore della vittoria: I Giochi Mondiali ad Abu Dhabi.