LO SPORT CHE CAMBIA LA VITA

La storia di Luna, Atleta di basket ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi

Luna Mastroberardino – racconta la mamma Debora – è una ragazza solare di 22 anni, che ama ballare, fare sport ma soprattutto avere tanti amici con i quali uscire, chattare, telefonarsi. Cosa c’è di strano? Apparentemente nulla, ma in realtà Luna ha iniziato a fare tutto questo solo da quattro anni, ovvero da quando nel suo cammino, un pò “sfortunato ed incompreso”, ha incontrato il Team Special Olympics “Pandha” che le ha cambiato completamente la vita perchè da quel momento per mia figlia è davvero iniziata una rinascita.

L’emarginazione
Luna, nata a Torino, ha una sorella più grande, Lara, di 28 anni che adesso abita a Bologna e un fratello più piccolo, Joele, che frequenta la terza media. E’ sempre stata una bambina un pò timida e introversa, con la paura per tutto ciò che era nuovo o diverso, e con fobie incredibili verso maschere, musica, rumori forti, luoghi bui, posti affollati, etc.

Non era possibile portare Luna al cinema, al teatro, piuttosto che al circo o in parchi di divertimento. Oltre ad essere considerata “piccola e tontolona”, per tutte le sue paure è sempre stata giudicata come “strana”, “diversa” dagli altri bambini e poi, crescendo, dalle altre ragazze. Sempre sola, senza amici, spesso derisa e presa in giro a scuola, soprattutto alle superiori, ma anche in occasione di soggiorni estivi e persino al gruppo scout. La vita di Luna, e la nostra, è entrata in un tunnel che non vedeva mai la luce: chiusa in se stessa, senza autostima, l’unica cosa che la gratificava era andare sul monociclo perché nessuno lo sapeva fare ed era l’unico modo per sentirsi speciale. Costretti a ritirarla dalla scuola, in quarto superiore, Luna, quasi diciottenne, si è ritrovata con una certificazione di disabilità intellettiva e relazionale, mai chiesta prima di allora, che attestava il  67% di invalidità.

L’approccio con lo sport
Ho sempre cercato – prosegue la mamma – di difenderla come meglio potevo e, anche se so di averle in questo modo spesso “complicato la vita”, l’ho sempre “buttata” nella mischia, permettendole di provare diverse esperienze, soprattutto sportive, fin dalla prima infanzia. A 4 mesi Luna ha iniziato acquaticità in piscina ed ha proseguito l’attività fino ai 5 anni. Quando poi le “richieste” degli istruttori non erano finalizzate più solo al “gioco”, Luna non ha voluto più continuare. Ci abbiamo riprovato in terza, quarta e quinta elementare attraverso un corso di nuoto scolastico, con risultati scarsissimi e tanti pianti. Non ho più insistito: Luna in riva al mare si divertiva a “cercare i pesci” con la maschera piuttosto che nuotare. Crescendo, quando qualche volta abbiamo riprovato ad andare in piscina insieme, dopo un paio di vasche con la tavoletta si annoiava e voleva uscire. Con l’inizio delle elementari iscriviamo Luna ad un corso, doposcuola, di mini basket, nel suo gruppo erano quasi tutti maschietti: il risultato fu disastroso. In terza elementare ha cambiato scuola e parallelamente anche gruppo sportivo: durante l’attività Luna partecipava ed eseguiva al meglio solo gli esercizi, o per lo meno dal momento in cui li aveva capiti bene ed interiorizzati, ma rimaneva completamente immobile durante le partite.

In prima media, continuando con il basket, l’ho iscritta nella squadra femminile della scuola: un incubo! Luna si è ritrovata messa in disparte, considerata “diversa” in un ambiente altamente competitivo, con genitori che pensavano, per le proprie figlie, solo a primeggiare nel torneo per la conquista della coppa.

La rinascita
Nell’autunno del 2014 Luna ha iniziato i primi allenamenti di basket con Special Olympics e subito dopo nuoto e bocce. Nella primavera le sue prime partite in occasione dello “Special Basket” ed anche le sue prime gare di nuoto con una bella medaglia d’oro nei 50 stile libero ai Giochi Regionali Special Olympics di Torino. L’anno successivo ha imparato anche a correre con le racchette da neve, disciplina sportiva che l’ha portata a gareggiare durante i Giochi Invernali, Regionali e Nazionali, rispettivamente ad Alagna e Bormio vincendo nei 100 e 200 metri. La stessa cosa è accaduta in atletica dove ha vinto l’oro per due anni di fila nei 100 e nei 200 metri.  Lo scorso anno Luna è passata ad un nuovo Team Special Olympics “Fuori Onda” per le discipline del nuoto e dell’atletica, migliorando gli stili e i suoi record. Quelle grandi difficoltà sono ormai alle spalle, Luna ama lo sport che è diventato veramente la sua vita: oggi nuota come un pesce, continua ad allenarsi per migliorare, è parte integrante di un gruppo, quello del Basket, che le ha pemesso di tirar fuori il meglio di sé e sognare la convocazione ad un evento internazionale.

Sport che va oltre
Luna infatti è una dei 115 atleti che rappresenteranno l’Italia ai Giochi Mondiali Special Olympics che si terranno ad Abu Dhabi e Dubai dal 14 al 21 marzo 2019. Ma dietro la convocazione e la possibilità di vivere un’esperienza mondiale c’è molto di più. In soli quattro anni – ricorda la mamma – Luna ha acquistato una sicurezza incredibile, ha tantissimi amici ed è amata e ben voluta da tutti. E’ forte e tenace come un carroarmato ma con un grande cuore tenero e dolce, è una ragazza allegra e spensierata, con tante cose da fare e da dire ed è sempre piena di impegni. La sua autostima sale sempre di più e si mette in gioco in ogni occasione, ma se nota che qualcuno è in difficoltà prova sempre ad aiutarlo, anche solo con i suoi “saggi” consigli. La solita frase “Non ci riesco, non sono capace..” si è trasformata in “Ok, adesso ci provo!”. Le parole “vincere” o “perdere” non hanno un gran significato per lei, è importante soprattutto sapere quale gruppo di amici ci sarà in quella gara, poi certo che se riesce a portare a casa una medaglia, magari oro o argento, è sempre meglio che una sconfitta, anche se sa riconoscere e stima chi è veramente bravo, anche più di lei. Negli sport di squadra ce la mette tutta e cerca di dare il meglio e di collaborare con il resto del gruppo; negli sport singoli dà il massimo, non solo per arrivare prima, ma per poter migliorare il suo tempo. Luna è una ragazza con tante buone qualità ma affinchè possano venir fuori ha bisogno di sentirsi accettata dal gruppo: questo è quello che insegna, attraverso le Associazioni Sportive che Luna frequenta, la filosofia di Special Olympics. E’ grazie a questo che oggi Luna ama provare qualunque tipo di sport, senza aver più paure o timori di qualcosa di nuovo, purchè ci siano gli amici, vecchi o nuovi, per condividere insieme le esperienze fatte, viaggiare per conoscere posti diversi e soprattutto divertirsi un mondo. Lo sport è vita – conclude la mamma – questo è ciò che ho sempre cercato di insegnare ai miei tre figli, soprattutto a Luna che con le sue forze ha provato in mille modi a combattere per trovare un suo posticino, ma per colpa mia si è ritrovata spesso in una realtà per lo più falsa e ipocrita, una realtà dove sempre meno si trova la lealtà sportiva, l’unione, l’amicizia ma un posto dove o sei “In” e sei del gruppo, oppure  sei “Out”. Sono molto orgogliosa di mia figlia, perché a denti stretti e con tanta buona volontà è riuscita ad uscire dal guscio. Certo ci sono ancora tante battaglie da combattere, ma insieme vinceremo anche quelle. Con l’orgoglio di una mamma vivo le gioie di Luna che ha trovato il suo mondo, la sua realtà, il suo “essere sportivo” e non solo.