“In Special Olympics si riceve più di quanto si dona”
Una continua sorpresa in grado di offrirti esperienze che mai avresti creduto di vivere

 

All’inizio della mia esperienza, quando mi capitava di invitare alcuni ragazzi a far parte del nostro Team Special Olympics, soprattutto nel ruolo di atleti partner o volontari, la richiesta che facevo era quella di venire a “supportare” alcuni ragazzi con disabilità intellettiva nel gioco del calcio, di sostenerli e cercare di far vivere loro, un’esperienza il più possibile positiva.
Oggi, non posso far altro che ringraziare gli atleti di Special Olympics, per il supporto, per il sostegno durante le gare e per farmi vivere una tra le esperienze più emozionanti che ci possano essere.

Mi chiamo Luigi, sono un educatore di un servizio di educativa territoriale, minori disabili,  di Settimo Torinese. Nel 2011 insieme ad alcuni miei colleghi, ed in collaborazione con la ASD Pro Eureka , abbiamo fondato il Team di calcio a 5 unificato “Pro Eureka Settimo”, ed è qui che comincia la mia avventura come atleta partner. Fin dal primo anno, il team è entrato a far parte del mondo di Special Olympics, un mondo, fino ad allora, completamente a me sconosciuto, ma che nel giro di poco tempo mi ha coinvolto dal punto di vista professionale ma soprattutto emotivo. Quando mi viene chiesto “che cosa significa assistere ad un evento Special Olympics” rispondo che è complicato riuscire a descriverlo e che l’ unico modo per comprenderlo é “essere presenti”. Far parte di questo mondo è l’unico sistema per capire quanto abbiamo da imparare dai nostri atleti, quanto un allenamento, una partita o più semplicemente un momento trascorso insieme a loro possa cambiarti la giornata. Special Olympics mi ha dato la possibilità di unire due mie passioni, quella per il mio lavoro, e quella per lo sport, nello specifico per il calcio, regalandomi molte soddisfazioni e gratificazioni. Mi ha dato la possibilità di scoprire e visitare luoghi in cui non ero mai stato, culturalmente di arricchirmi e conoscere moltissima gente.

Oggi, a distanza di sette anni dall’inizio della mia esperienza, Special Olympics è ancora in grado di stupirmi, dandomi la possibilità di partecipare ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi come atleta partner della Delegazione Italiana di calcio a 7 unificato. Un traguardo inaspettato, che solo grazie a questo Movimento sono riuscito a raggiungere. L’idea di affrontare questa sfida fianco a fianco con atleti e partner provenienti da diverse parti del mondo mi riempie di orgoglio.

Mi auguro che questa mia testimonianza possa incoraggiare chi volesse affrontare questa magnifica avventura, questa bellissima esperienza di sport ma soprattutto di vita. Che sia un messaggio di inclusione, che possa servire a far capire quanto un atleta, se pur con diverse capacità, possa insegnarci cosa significhi essere determinati: lottando, giorno dopo giorno, con tutte le sue forze.