Una corsa che da speranza
Gianluca ha già vinto la gara più importante

La convocazione ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics in Austria è un altro sogno realizzato

Per Mandela era chiaro che lo sport può costituire una base essenzialmente positiva, in grado di creare legami molto solidi tra le persone, a prescindere dal sesso, dalle origini, dalla religione, dalla condizione o dall’appartenenza sociale; in grado di creare speranza dove c’è disperazione. L’attività sportiva ha il potere di migliorare la forma fisica ma soprattutto ispirare uno slancio costruttivo. Non esistono dunque limiti ma possibilità e la storia di Gianluca Garzetti, 27 anni di Brescia con disturbo dello spettro autistico, ce lo ricorda. Una sintesi della parola sport intesa, in senso più ampio, come mezzo che apre alla vita, al rispetto del prossimo, all’impegno ed al sacrificio che porta, ogni essere umano, alla piena valorizzazione di sé.

Oltre i propri limiti

“Fino ai 7 anni Gianluca non parlava, emetteva solo versi; la corsa – ricorda il fratello Andrea di quattro anni più grande – era il suo modo di comunicare. Aveva una predisposizione naturale; alle corse campestri vinceva spesso, era tra i migliori. Lo sport, nell’approccio alle sue difficoltà, è stato una salvezza.”

Una capacità che, coltivata nel tempo, gli ha offerto numerose opportunità come, in ultimo, la partecipazione nel gennaio scorso ai Giochi Nazionali Invernali Special Olympics di Bormio nella corsa con le racchette da neve: “Lo sport mi ha fatto crescere – dichiarava Gianluca – come persona e come uomo; mi ha dato la possibilità di avere degli amici e di fare numerose esperienze. L’attività sportiva mi fa sentire meglio”.
L’emozione negli occhi, prima di una gara, e la capacità, oggi, di trasmettere anche attraverso le parole tutte le sue emozioni; un atteggiamento propositivo e di apertura verso il mondo.
“Emblematici sono a riguardo, – dichiara Martina Maestrelli, Presidente del Team Special Olympics “Polisportiva Bresciana Non solo sport”, presso il quale Gianluca si allena durante l’anno – la grande curiosità che ha sviluppato nel vivere nuove esperienze, così come l’atteggiamento di apertura nei confronti di nuovi compagni che entrano a far parte del gruppo; è sempre il primo ad avvicinarsi e ad accoglierli”.

Superando le difficoltà

“Non è stato semplice – afferma il fratello Andrea – seguire il percorso di Gianluca. Ci sono stati momenti bui, momenti della vita che hanno messo a dura prova anche noi familiari. Nostra madre per seguire Gianluca ha rinunciato al suo lavoro, una scelta coraggiosa che oggi ripaga di ogni sacrificio. Le persone autistiche come mio fratello vengono spesso escluse, gli atti di bullismo in ambito scolastico purtroppo esistono ed hanno portato Gianluca ad abbandonare la scuola. Ci sono state, di contro, numerose persone che hanno contribuito, con impegno, sensibilità e passione, alla sua crescita; come la dottoressa Sartorio che l’ha seguito sin da piccolino stimolandolo nel parlare e insegnandogli a leggere e scrivere Le persone come mio fratello sono speciali; hanno un’intelligenza speciale. In ciò che gli interessa, si impegna e riesce; è lui ad esempio ad insegnarmi ad utilizzare la gran parte dei dispositivi elettronici. Io, come fratello maggiore, sono stato per lui un punto di riferimento importante; più che con il papà si confida con me. Ricordo ancora con emozione di quando, anni fa, mi lasciai con la mia compagna dell’epoca; mi ha abbracciato dicendomi che anche lui avrebbe tanto desiderato una fidanzata, una famiglia e in futuro un figlio. Ama la vita e vorrebbe viverla a pieno, senza limiti. Con il percorso che ha fatto di limiti, anche quelli che sembravano invalicabili, ne ha superati tanti. Sono orgoglioso di lui.

Una crescita costante

Come testimoniato da chi lo segue da anni, Gianluca attraverso lo sport ha raggiunto obiettivi che probabilmente nessuno si aspettava, sia a livello tecnico sportivo che relazionale. “Quando, 5 anni fa, è entrato a far parte del nostro gruppo – ricorda Martina Maestrelli – aveva difficoltà nelle relazioni, si scontrava molto con i suoi compagni. Ha smussato molti lati del suo carattere, accettando le regole e comprendendo quanto attraverso un buon comportamento possa ottenere risultati, anche a livello sportivo. Un lavoro che ha dato il via ad una crescita costante, vive con gioia tutto quello che fa ascoltando i consigli perché vuole migliorarsi. Lo sport ha contribuito a crearsi una grande autostima che lo ha portato, con maggiore fiducia dei propri mezzi, a svolgere anche diverse attività extra-sportive: segue con particolare dedizione corsi di cucina, d’inglese e a breve ne inizierà anche uno di lingua tedesca. Nell’arco degli anni è migliorato tanto a livello sportivo. Il suo modo di correre, richiamava la marcia, specialità nella quale ha gareggiato in diverse edizioni dei Giochi Nazionali Estivi; a quelli invernali con le racchette da neve.
Ama le sfide e gli piace vincere, ma è anche il primo a complimentarsi con un compagno che arriva prima di lui”.

Un sogno mondiale

Ai Giochi Nazionali Invernali di Bormio, Gianluca ha vinto, nella corsa con le racchette da neve, tre medaglie d’argento nei 400, 800 metri e nella staffetta 4×100. Nella stessa disciplina, Gianluca avrà la possibilità di mostrare le proprie capacità ad un evento internazionale gareggiando con Atleti provenienti da tutto il mondo. In occasione della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Nazionali sono state infatti diramate le convocazioni per i prossimi Giochi Mondiali Invernali, che si terranno in Austria dal 14 al 25 marzo 2017. Tra i 34 Atleti che faranno parte della Delegazione Italiana c’è anche il suo nome.
“Gianluca a Bormio ha coronato il suo sogno – prosegue Martina Maestrelli – Ha vissuto la convocazione come un riconoscimento del lavoro iniziato diversi anni fa. Nel tempo ha visto alcuni compagni di squadra vivere l’emozione di una convocazione internazionale; ha gioito con loro. Condividere anche i momenti che non lo riguardano direttamente e personalmente è una delle sue vittorie più grandi conquistate attraverso lo sport”.E’ curioso, ama vivere nuove esperienze”.

“Sono il suo primo tifoso, – conclude Andrea – felice più di lui quando torna da una gara con una medaglia. Mi auguro con tutto il cuore di poter seguire mio fratello in Austria. Impegnandosi, nello sport ha trovato la sua forza. Sono sempre stato per lui un modello di vita, in realtà probabilmente lo è stato ancora di più lui per me. La sua caparbietà e determinazione nel raggiungere nuovi obiettivi sono esempi meravigliosi, di sport e di vita, per tutti. Se oggi sono così lo devo principalmente a lui che mi ha aiutato a comprendere il vero senso della vita”.

 

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