Eleonora è nata quando io avevo 39 anni – racconta la mamma Anna – non sapevamo che sarebbe nata con la Sindrome di Down, solo dopo 3 giorni ce lo hanno comunicato ma non ci siamo mai fatti prendere dal panico o dallo sconforto. Anzi, probabilmente l’arrivo di Eleonora ci ha reso una famiglia più unita e forte, ci ha reso persone migliori. Eleonora era ipotonica, non riusciva a muoversi, tirava fuori solo la lingua. A ripensarci oggi ancora mi commuovo – dice ancora mamma Anna.

Ci siamo affidati a tanti medici, nella speranza di poter aiutare nostra figlia, ci siamo rivolti alla neuropsichiatra, al fisioterapista e piano piano siamo riusciti in ciò che all’apparenza poteva sembrare impossibile. A un anno Eleonora camminava tenuta per mano, a 20 mesi camminava da sola, a tre anni ha iniziato a parlare e oggi è diventata una sportiva chiacchierona, soprattutto se le persone che ha di fronte le ispirano fiducia. Noi intesi come “famiglia” siamo stati i primi ad avere fiducia in lei, nelle sue potenzialità, per questo, sin da subito ci siamo adoperati per offrirle continue opportunità per uscire fuori di casa. Eleonora doveva sperimentare il mondo.

Fortunatamente nella sua vita, Ele ha incontrato solo persone che hanno saputo relazionarsi a lei nel modo giusto. Non ha mai vissuto sulla sua pelle episodi di bullismo. E’ entrata nel mondo della scuola a 7 anni, un anno dopo, sia alle elementari che alle medie. Grazie alla preparazione impeccabile delle insegnanti, è riuscita ad integrarsi con i suoi compagni di classe e, allo stesso modo,i suoi compagni l’hanno sempre accolta come una di loro. La piena inclusione, infatti, – continua mamma Anna-  si può definire tale solo nel momento in cui l’apertura all’altro, al diverso da sè, si realizza in entrambe le direzioni. Eleonora, da una parte, sempre felice di esserci, dall’altra il suo mondo intorno, una totalità di persone che hanno maturato la capacità di vedere in lei la spontaneità e la bellezza dell’essere tutti diversi, nessuno escluso. Siamo stati fortunati, me ne rendo conto. Le giornate di Eleonora, che oggi ha 34 anni, scorrono serene. Si sveglia alle 6.30 del mattino e va a prendere il pulmino che la porterà a Legnano presso la Cooperativa Sociale “La Zattera” dove fa attività ricreative fino alle 17. Il mercoledì e il giovedì si allena nella ginnastica ritmica, con la Castoro Sport, team Special Olympics. Eleonora ha un’innata predisposizione per lo sport, le piace davvero tanto e si è cimentata in diverse discipline; dal nuoto (è una nuotatrice perfetta!) al basket, dall’equitazione alla ginnastica ritmica. Quest’ultima oggi è diventata la sua passione più grande, “il suo lavoro”, se possiamo dire così; gli allenamenti, infatti,  sono diventati più serrati ed impegnativi da quando per lei è arrivata la convocazione ai prossimi Giochi Mondiali Estivi Special Olympics nel 2019. Proprio così, Eleonora è un’atleta azzurra che rappresenterà l’Italia intera ad un evento sportivo straordinario.

Ha voluto subito che le indicassimo sulla cartina geografica dove si trova Abu Dhabi, non sta nella pelle sapendo che condividerà questa esperienza con nuovi amici e che gareggerà di fronte ad un pubblico planetario.

La nostra famiglia la seguirà, partiremo anche noi, ma la guarderemo e tiferemo per lei da lontano, dagli spalti, perchè questa è un’esperienza che deve viversi in piena autonomia. La aiuterà senz’altro a crescere e a migliorarsi.

Vederla oggi, atleta in preparazione per un evento mondiale,  ripensando alla sua immobilità neonatale ed alla sua ipotonia, ci rende estremamente felici, increduli ma consapevoli di quanto in realtà sia importante, fondamentale, che ogni genitore creda fermamente nelle potenzialità dei propri figli affinchè trovino la strada giusta da intraprendere, per mano insieme e poi, all’improvviso e straordinariamente, anche da soli, autonomamente. Grazie Special Olympics.