DEVIS CORRE VERSO UNA NUOVA SFIDA: IL MONDIALE DI ABU DHABI

A Latina può capitare, e capita spesso, di incontrarlo sulla pista ciclabile, lungo la salita di Sermoneta o sulla pista d’atletica. Il passo svelto di Devis D’Arpino, votato alla resistenza nel mezzofondo veloce, solca da anni le stesse strade, gli stessi percorsi nell’ostinato tentativo di migliorare. Di abbassare i suoi tempi. I tecnici nazionali l’hanno premiato, per questo sforzo, con la convocazione ai Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi, dove l’aspettano le sue gare: gli 800 e i 1500. E lui, da quando l’ha saputo, ci mette una grinta ancora più forte, che ha contagiato un po’ tutti in famiglia.

Perché Devis corre, corre sempre. Corre sei giorni a settimana con i suoi tecnici della Nuova Era e con papà Lello. Tutti i giorni, tranne il sabato: perché da otto anni è aiuto-catechista alla parrocchia di San Giuseppe Lavoratore. Ma la sua è una corsa che parte da lontano, nel luglio del 1979, insieme a sua sorella gemella Cinzia.

“Non si sapeva che fossero due – ricorda mamma Elvira – è stata una sorpresa, ma anche una grande gioia. Abbiamo dovuto fare i conti con l’inaspettata diagnosi di pseudoipoparatiroidismo. Una disfunzione che abbiamo trattato precocemente. Devis era rigido, legnoso nei movimenti. Eravamo però sicuri che le attività motorie e il gioco in palestra avrebbero migliorato molto il suo sviluppo. Io ho lasciato il lavoro in fabbrica per seguire i miei figli il più possibile, anche nella socializzazione, nell’arricchimento del linguaggio. Quest’opportunità di andare ai giochi mondiali ci fa capire che le nostre scelte, come famiglia, sono state giuste. Devis è felice, sereno, si dà da fare in ogni attività. Da bravo scout è generoso e altruista. Ha raggiunto un buon grado di autonomia e lo sport è stato determinante per arrivare fin qui”.

La scuola. Altra componente importante nella crescita del plurimedagliato atleta pontino: “Abbiamo incontrato insegnanti capaci che hanno aiutato Devis sin dai primi anni, accompagnandolo fino alla maturità. Gli unici episodi di prese in giro, alle superiori, sono stati superati parlando direttamente con gli studenti che avevano dei comportamenti poco rispettosi. È bastato un confronto perché nostro figlio diventasse la mascotte della scuola, partecipando a tantissime attività. In particolare lui ricorda un compagno, all’Istituto Elettrotecnico Mattei, molto portato per la musica: un certo Tiziano Ferro, che Devis aiutava nelle sue prime esibizioni e che vorrebbe proprio rincontrare, un giorno, magari per mostrargli una bella medaglia conquistata ad Abu Dhabi”.

Special Olympics arriva dieci anni fa, nel 2009: “Aprendo tante porte e permettendoci di confrontarci con altre realtà. Devis non ha saltato una gara, da allora: regionale o nazionale che fosse. Dedicandosi anche alle bocce e al calcio con lo stesso impegno. Io e mio marito cerchiamo di coinvolgere altri atleti, altre famiglie, nel movimento. Alcune ci seguono, altre no. Ma noi continueremo a consigliare a tutti di vivere l’esperienza dello sport inclusivo e di quello unificato”.

Realizzarsi, anche al di là dello sport, è uno dei bisogni che Devis avverte con forza. Anche qui supportato dai suoi cari: “Al di là delle certificazioni – spiega sua madre – Devis vuole sentirsi attivo. L’abbiamo salutato tante volte quando saliva su un autobus e andava a proporsi per un lavoro in giro per la città. Si è alzato presto per aiutare il papà elettricista. Ha sistemato scaffali, imbucato volantini. Ha sempre guadagnato la sua paghetta. Svolge ogni compito con dignità e rispetto. Siamo orgogliosi di lui”.

Infine Davis. È proprio lui a raccontare come vive l’attesa di questa maglia azzurra: “Questo tempo che mi separa dalla partenza non mi passa mai – ammette – voglio fare bene e regalare all’Italia un bell’oro, perché mi sono allenato tanto. Sono contento che anche i miei saranno lì, a tifare per me. Voglio correre i 1500 in meno di 6 minuti e gli 800 in meno di 3 minuti. Poi, quando tornerò a casa riprenderò ad allenarmi. Per guadagnarmi un altro mondiale, magari in un’altra disciplina.