L’autonomia di Daniele: la vittoria più bella conquistata anche grazie allo sport

Daniele Carlini, 29 anni appena compiuti, si sveglia ogni mattina alle sette, fa colazione e si prepara per andare a lavorare. L’autobus lo porta in un circolo di tennis dove è addetto alla manutenzione dei vialetti, ma è sempre disponibile a dare il suo apporto anche in altre mansioni. Vive a Savona, insieme ad altri amici da diversi anni; Daniele fa infatti parte del progetto, “dopo di noi”, che avvia le persone con disabilità intellettiva alla ricerca della maggiore autonomia possibile, dando loro l’opportunità di imparare a gestire la propria vita quotidiana. Una risposta meravigliosa a ciò che rappresenta generalmente, soprattutto per i loro genitori, la più grande preoccupazione: “Che sarà di loro? Che sarà di nostro figlio quando non ci saremo più noi a prendercene cura?”.

Nessun limite precostituito

La vita di Daniele, raccontata dal padre Giulio, è una testimonianza preziosa per comprendere come le persone con la Sindrome di Down, spesso relegate ad un ruolo marginale nella società, attraverso impegni ed attività di ogni genere possano sentirsi parte integrante e protagonisti attivi della loro vita. Nessun preconcetto circa le capacità che possono essere in grado, al pari di qualsiasi altra persona, di sviluppare, nessun limite precostituito. Un atteggiamento, quest’ultimo, che deve rappresentare l’incipit per lo sviluppo di ognuno di noi, persone con e senza disabilità intellettiva. L’impegno responsabilizza e contribuisce al non porsi limiti alla realizzazione dei propri desideri e delle proprie attitudini contribuendo alla formazione di un atteggiamento propositivo per affrontare le difficoltà quotidiane. Daniele ama la vita e non vuole rinunciare a viverla in modo pieno per sentirsi felice e gratificato. Valori che sono il frutto di una famiglia che gli è sempre stata vicino; di genitori attenti alle sue necessità che non hanno visto nella Sindrome di Down un ostacolo ad ogni aspirazione ed opportunità per il proprio figlio, ma il punto di partenza per aiutare Daniele a scalare ogni vetta e ad acquisire quella consapevolezza di poter crescere e migliorarsi, ogni giorno; fino al raggiungimento della conquista più bella, quella che rendi realmente liberi e il più autonomi possibile, al di là di ogni difficoltà.

Lo sport è una palestra di vita

Daniele, con le sue emozioni, i suoi incontri, le sue gioie e le sue cadute, le sue abilità e i suoi sbagli, non ha mai rinunciato ad inseguire le proprie passioni: una di queste è lo sport; in particolare lo sci e lo snowboard. Ha iniziato a sciare intorno ai 6 anni, vincendo in seguito, per due volte, i campionati nazionali studenteschi. I primi insegnamenti da parte di un’amica, Ramona. Una forte amicizia nata quando frequentavano le elementari e quando lei si è sposata ha scelto Daniele come testimone di nozze: “Per quanto Daniele sia mio figlio – prosegue il papà – il fatto che Ramona abbia scelto proprio lui come testimone di un avvenimento così importante mi ha fatto emozionare tanto da non trattenere le lacrime, è la dimostrazione che l’affetto e l’amore sono in grado di permettere il superamento di ogni barriera”. Alla ricerca di nuovi stimoli, seguendo le orme del fratello maggiore Davide, di sei anni più grandi, ha deciso di provare con lo snowboard. “Ha iniziato – racconta il papà – a partecipare alle gare nazionali di Special Olympics nel 2003, un momento di incontro per noi familiari e per tutti gli Atleti un’opportunità di gareggiare per divertirsi, con la voglia di vincere, ma con un sano spirito di competizione”. La curiosità e la possibilità di “provare”, ha portato Daniele molto lontano: “Il colpo più grosso – ricorda il papà Giulio – è quando l’abbiamo trovato sul motorino che il fratello aveva lasciato in garage; dopo le preoccupazioni iniziali decidiamo di “lasciarlo andare”. Durante gli esami aveva problemi con i quiz; l’ingegnere della motorizzazione mi disse “se vuole prendere il patentino io pretendo sappia tutto”. Ad oggi sono quindici anni che gira tranquillamente con il motorino per Savona; un’altra bella conquista.

I Giochi Mondiali Invernali un altro traguardo

Daniele non è un testardo, ma un ragazzo con il quale puoi parlare, ragionare; ha una memoria di ferro. E’ sempre allegro ed altruista, si preoccupa sempre di tutti gli amici, i compagni: “La sua capacità di capire al volo i discorsi che vengono fatti è una delle cose che più apprezzo in mio figlio. Ha voglia di fare, è pieno di impegni, sportivi e non; suona, all’Accademia di Savona, il pianoforte da oltre 20 anni ed è sempre alla ricerca di nuove scoperte. Spesso in alcune cose che sperimenta, ha qualche difficoltà in più, ma lo stesso desiderio, la stessa voglia e determinazione di qualunque altra persona”. Quella stessa determinazione che ha portato Daniele a diventare un Atleta e ad essere convocato per i prossimi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics che si terranno, in Austria, dal prossimo 14 al 25 marzo. Daniele ha già vinto la gara più importante; la gara della vita. Al prossimo appuntamento sportivo non sarà determinante il tipo di medaglia che riuscirà a conquistare, tanto più quello di dimostrare, soprattutto a se stesso, di avere delle qualità e di poter migliorare. E’ preparato: ce le farà!

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