“Certezze e aspettative, in un attimo, sprofondate in un abisso, quando è nata Chiara avevo 39 anni – racconta la mamma Silvana – e la mia vita sembrava essersi fermata lì. Dolore, sconforto, in quei primi momenti era tutto così difficile. Mi sono aggrappata a mio marito, Ottavio, alla sua forza e capacità nel vedere oltre e da quell’abisso, tutti insieme, siamo risaliti più forti di prima”.

 

Far riaffiorare quei ricordi non è semplice e nel raccontarli Silvana non trattiene le lacrime, ma poi vede scorrere 28 lunghi anni, l’età che Chiara compirà fra due giorni, l’amore e l’unione di una famiglia ma soprattutto l’energia e la forza di una figlia che non ha mai nascosto il forte desiderio di esplorare il mondo.

 

Sport e autonomia
Superate le difficoltà e le preoccupazioni legate ad un difetto cardiaco, riscontrato subito dopo la nascita e rientrato nel giro di pochi anni Chiara, nativa di Lucca ma che vive a Mandello del Lario, ha iniziato a praticare sport. Il fratello più grande, Davide, è stato per lei un modello da seguire che le ha dato forti stimoli.

“I primi anni in montagna  – ricorda la mamma – Chiara giocava con il bob poi vedendo il fratello che prendeva la seggiovia ci ha chiesto: “ma io non vado lì”? E così, quando era in seconda elementare, ha iniziato le prime lezioni. E’ nato tutto in modo abbastanza naturale: come fatto con Davide, abbiamo dato anche a Chiara l’opportunità di imparare a sciare, indipendentemente dal fatto che avesse la sindrome di Down. Non pensavamo ai benefici, che si sono poi rivelati grandissimi sotto tanti punti vista, ma al voler vivere insieme ogni esperienza senza dover precluderle e precluderci nulla. Lo stesso è stato per il nuoto, iniziato diversi anni prima; amavo andare al lago e Chiara, che non aveva paura dell’acqua, ha imparato a nuotare in brevissimo tempo. All’età di 14 anni è entrata a far parte di un Team Special Olympics, “Oltretutto 97”,  grazie al quale è cresciuta molto a livello sportivo ottenendo grandi benefici anche in termini di autostima ed autonomia. Nel nuoto ha imparato i quattro stili, prediligendo quello a rana, e nello sci alpino ha perfezionato molto la tecnica di discesa; ultimamente poi si è avvicinata all’atletica, disciplina che le piace parecchio. Partecipa con entusiasmo a tutti i Giochi Nazionali e Regionali, così come ai meeting che le vengono proposti perché è un’opportunità per incontrare amici, tecnici e volontari con i quali ha instaurato un ottimo rapporto e dai quali viene gratificata più che dalle medaglie vinte”.

Scuola e lavoro
“Dopo le scuole medie Chiara ha frequentato una scuola professionale per “Aiuto cuoco”, si è trovata sempre a suo agio sia con i professori, che ricorda con affetto, che con i compagni, alcuni dei quali, soprattutto alle superiori, hanno stabilito un rapporto di protezione nei suoi riguardi tanto che li ha soprannominati i suoi “Angeli custodi”. Ora, i compagni di scuola sono diventati “troppo adulti” per lei, e il fratello ha una sua vita affettiva e di lavoro: ancora più di prima lo sport e gli eventi proposti da Special Olympics sono diventata una parte fondamentale della sua vita. Oltre all’impegno sportivo per due giorni alla settimana Chiara collabora in una cucina di una scuola materna del paese: le piace molto cucinare ma soprattutto stare, come dice lei: “con i suoi bambini”.

 

Giochi Mondiali Invernali
“La convocazione ai Giochi Mondiali Invernali in Austria – prosegue Silvana – è stata per Chiara una sorpresa inaspettata, l’ha resa felice sia per l’occasione unica, sia perché le viene riconosciuto il percorso fatto, ricco di tante gioie e successi. Le abbiamo sempre inculcato che doveva partecipare alle gare per divertirsi, dare il meglio di sé ed essere soddisfatta di questo. La pratica sportiva le ha sicuramente giovato, migliorando non solo le sue capacità motorie, ma anche molte autonomie che sicuramente le serviranno in futuro”

 

Il riconoscimento della comunità
“Gli abitanti di Mandello del Lario sono sensibili al tema della disabilità intellettiva, che hanno imparato a conoscere anche grazie al gruppo sportivo che si è creato all’interno della nostra stessa comunità. Chiara ha deciso comunque di restare all’interno del gruppo sportivo “Oltretutto 97”, a Malgrate, perché lì ha creato rapporti di amicizia solidi e si trova molto bene. In paese la conosco comunque in molti, la fermano per strada e le fanno domande sull’Austria e su questa meravigliosa esperienza  che l’aspetta. Anche le Istituzioni comunali sono vicine a Chiara; l’amministrazione da tanto tempo organizza, annualmente, una serata dedicata allo sport che premia gli atleti che hanno conquistato risultati importanti, tra questi vengono sempre inclusi anche gli atleti con disabilità intellettiva”.

 

 

L’incontro con i dipendenti dell’Adidas
Chiara ha rappresentato gli Atleti Special Olympics in occasione di un incontro con i dipendenti dell’Adidas che da diversi anni sono volontari ai Giochi Nazionali. L’Adidas è Partner storico di Special Olympics Italia, l’incontro, svoltosi all’interno della loro sede, era intitolato “Sport has the power to change life”.

“Lo sport ha il potere di cambiare la vita – conclude la mamma – . Chiara non ha mai posto limiti alla volontà di migliorarsi e lo sport le ha dato, in questo senso, molte opportunità per farlo”.


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