L’arrivo di Adrien, una “scuola” per tutti
Angela, la mamma di un Atleta Special Olympics, racconta la sua storia.
“Mio figlio Adrien è nato il 10 maggio del 1986 nella regione del Val d’Oise in Francia, da madre italiana e padre francese. Perfettamente sano alla nascita, nel corso del secondo anno di età, in seguito a convulsioni febbrili e ad una visibile regressione a livello cognitivo, gli venne diagnosticato un focolaio epilettogeno. Seguito per diversi anni da un servizio di Neuropsichiatria infantile, sottoposto a cure farmacologiche, frequentò la scuola materna e l’inizio della primaria nel piccolo paese di residenza, che ancora accoglieva classi miste con un’unica maestra. Le sue difficoltà rese più evidenti dalle difficoltà di seguire un bambino “diverso” da parte dell’unica insegnante, l’incalzare delle pressioni della scuola, (espresse nel bisogno di una diagnosi cui nessuno riusciva però a dare un nome, ma che avrebbe permesso il dirottamento verso una scuola “speciale”), ci fecero cercare una strada alternativa in Italia, dove ormai le scuole “speciali” non esistevano più. In Italia, infatti, i bambini portatori di handicap potevano frequentare un ambiente normale affiancati da un insegnante di sostegno. Con l‘appoggio del medico psichiatra cui facevamo riferimento in Francia, decidemmo di seguire questa strada e senza grandi risorse e con l’aiuto della mia famiglia, potemmo venire a vivere sul lago di Garda in provincia di Brescia, dove Adrien, allora francofono, iniziò una nuova e lunga avventura e noi e la sua sorellina di due anni con lui”.

Da zero alla piena autistima
“Nella prima fase di inserimento alla scuola primaria in Italia, incappammo in diverse situazioni e persone finché finalmente, trovammo un gruppo docente ad accoglierlo, deciso a dedicargli attenzioni e rispetto, ad offrire a noi la possibilità di lavorare insieme, compiendo piccoli passi comuni verso semplici e graduali obiettivi. Il primo fu ricominciare da zero verso la riconquista dell’autostima ferita del nostro bambino, spaventato, convinto di essere
“brutto” perché incapace di fare ed essere come gli altri. Fu un periodo denso di difficoltà e traguardi per tutti, un periodo di duro lavoro familiare, insieme alla scuola, alle insegnanti, ai medici, psicologi, neuropsichiatri infantili, pedagogisti, etc. interpellati e facenti parte del nostro mondo, della nostra battaglia quotidiana, alla ricerca di strumenti in grado di aiutare nostro figlio a stare il meglio possibile. Noi, genitori di un bambino disabile, talvolta
accolti con grande gentilezza e professionalità e talvolta osservati come macchiati da chissà quale colpa. Alla fine delle elementari Adrien aveva compiuto alcuni importanti progressi, concludendo la quinta con un “esame originale” che gli restituiva, grazie all’enorme lavoro svolto dalle sue insegnanti, piena fiducia. Lui sembrava essersi risvegliato alla vita dal mondo ovattato in cui era stato, che aveva precluso esperienze fondamentali”.

La maturità
“Se le scuole elementari intrise d’impegno e partecipazione furono un’isola felice, molto cambiò alle medie.
Cambiarono i ritmi delle ore, il susseguirsi degli insegnanti, l’adolescenza, l’insegnante di sostegno. La collaborazione possibile con tre insegnanti alle elementari, si limitava ad un paio di figure di riferimento. La continuità auspicabile del sostegno, diventò dannosa, la fragilità nuovamente ferita, nel silenzio generale. Dopo le scuole medie Adrien frequentò il primo triennio dell’Istituto Alberghiero dove, grazie ad alcuni insegnanti fu ben inserito nei laboratori di cucina, sala bar e ricevimento. Frequentò quindi un centro di formazione professionale per persone con handicap, seguì diversi laboratori e un paio di esperienze di tirocinio presso mense e alberghi. Per un anno, in un altro centro formativo, seguì un tirocinio in una raccolta differenziata, imparò a muoversi in totale autonomia con i mezzi pubblici nel territorio nei dintorni del lago di Garda, così come a Brescia. Altro passo importante fu l’inserimento in una Cooperativa di Brescia, dove Adrien venne immediatamente accolto e inserito nelle diverse attività del Servizio di Formazione all’Autonomia. I primi due anni furono molto positivi, venne in contatto con ottimi educatori e partecipò ad un primo tirocinio di un anno in una torrefazione”.
Lo sport, apripista di una vita ricca di esperienze “Fu contemporaneamente a quest’esperienza che Adrien entra a far parte di un team Special Olympics; iniziò a frequentare, a Brescia, prima la polisportiva “No Frontiere”, e in seguito la “Nonsolosport”. Sotto l’occhio attento dei responsabili e degli allenatori, Adrien partecipò a diversi eventi sportivi di Special Olympics, facendo i primi passi in una squadra con dei compagni. Nell’ambito degli stessi eventi, i primi allontanamenti dalla famiglia, apripista di una vita ricca di esperienze, incontri e gestione delle proprie emozioni, della propria fisicità, della vita di gruppo. Per questa continuità, la polisportiva resta dopo diversi anni un punto di riferimento certo, conoscitivo del ragazzo, educativo nel cambiamento e sicuro nelle amicizie. Terminata la frequentazione dello Sfa della Cooperativa di Brescia, la vita di Adrien si è spostata di nuovo al Lago. Ha lavorato per quattro anni nel ristorante di famiglia che da un anno è
stato venduto, imponendo nuove incognite e cambiamenti. Grazie all’aiuto della Polisportiva ed ad una sezione del Rotary Club di Brescia è stato possibile attivare un tirocinio di tre mesi come giardiniere, al termine del quale Adrien ha saputo stupire tutti noi trovandosi praticamente, dopo una determinatissima ricerca, un vero lavoro. Grazie anche alla percentuale d’invalidità hanno potuto assumerlo ed oggi lavora in un bellissimo ristorante sul lago”.

L’autonomia nella Casa dei Campioni
“Continua a frequentare assiduamente la Polisportiva, nella quale sono nate, nuove e importanti iniziative mirate a progetti di vita per i ragazzi. Se in un primo tempo viene messo loro a disposizione uno spazio nella sede, dove incontrarsi con la presenza di volontari e genitori a rotazione, viene ora ottenuto dal Comune di Brescia un
appartamento per un vero e proprio progetto di vita autonoma. Un gruppo di genitori, guidati dalla grandissima esperienza dei responsabili, iniziano a rendere autonomi i loro figli, imparando a fidarsi di loro, supervisionando con due psicologhe e sorelle degli atleti l’esperienza. A rotazione, alcuni ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva relazionale, imparano a vivere insieme, a fare la spesa a cucinare, preparando il “Dopo di Noi”. Tutto questo è stato possibile grazie alla nascita di un gruppo coeso di ragazzi che insieme facevano attività sportive attraverso le quali hanno imparato a conoscersi e ad aiutarsi a vicenda. Questo luogo in cui stare insieme, i ragazzi lo hanno chiamato “La casa dei Campioni” .

Giochi Mondiali, esperienza di vita
“Adrien che ora ha trent’anni è molto legato ai diversi progetti della polisportiva, lo scorso dicembre è stato selezionato da Special Olympics Italia, per i Giochi Mondiali Invernali in Austria dal 14 al 25 marzo 2017, gareggerà nella corsa con le racchette da neve e sicuramente darà il meglio di sé, soprattutto pensando al numeroso pubblico presente per lui fonte di energia. L’esperienza austriaca sarà una grande occasione per instaurare nuove amicizie, anche internazionali, e per fare un lungo passo ancora in avanti in questa avventura, che è la sua vita”.

 

 

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